Augusta: sacra e venerabile…tanto tempo fa…di Daniela Domenici

Augusta

Sono tornata ad Augusta, città nella quale ho vissuto 26 anni della mia vita, da poco più di 24 ore dopo quasi 4 mesi d’assenza e sento di dover condividere con voi alcune riflessioni.
Come ho avuto occasione di dire in alcuni miei post precedenti l’aggettivo “augusta” significa “sacra, venerabile” e questa città, a metà strada tra Catania e Siracusa, un’isola collegata alla terraferma da due ponti, una volta, tanto tempo fa, forse si meritava questi due aggettivi.
Ma oggi lo sfacelo è davanti agli occhi di tutti, inizio l’elenco dalle cose più madornali:
– Niente sindaco da tempo e Comune quindi commissariato perché il Consiglio comunale è stato sciolto con un’accusa infamante: infiltrazione mafiosa, associazione a delinquere di stampo mafioso
– Niente arciprete della Chiesa Madre in piazza Duomo perché colui che lo era è stato accusato, e quindi sollevato dall’incarico, per molestie sessuali grazie alla denuncia di una coraggiosa ragazza
– Chiuso l’ufficio delle Entrate e trasferito a Lentini
– Chiuso il reparto di ginecologia e ostetricia all’ospedale cittadino (dove sono nati i miei tre figli), ormai si può nascere solo a Lentini o a Catania
– Nessun cinema, da anni, né sull’isola di Augusta né in Borgata, sulla terraferma
– Nessuno teatro, idem come sopra
– Nessun campo sportivo, l’unico, quello in cui giocava il glorioso Megara (nome greco della città di Augusta) è chiuso e abbandonato da anni
– Nessuna piscina, l’unica, vicino alla Villa in cui giocava la formidabile squadra di pallanuoto femminile, è chiusa e abbandonata da anni
– Sulla via principale, il corso, stanno chiudendo quasi tutti gli esercizi commerciali, è tutto un “vendesi” e “affittasi
Ci si può consolare solo con le granite e gli arancini, che tristezza, che squallore!

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