Roma innocente di Silvana Logozzo – Mursia 2010, recensione di Daniela Domenici

ROMA-INNOCENTE

Ancora una volta le mie percezioni hanno funzionato: una nuova autrice italiana mi ha “chiamato” dagli scaffali dei thrillers della biblioteca ed è stato innamoramento.

Silvana Logozzo, autrice di “Roma innocente”, è, come leggo nella biografia, nata nella Locride, ha studiato all’Orientale di Napoli, vive e lavora a Roma dove fa la giornalista e dove si è occupata a lungo di cronaca giudiziaria.

Leggo in seconda di copertina: “un noir avvincente e imprevedibile tutto giocato sull’analisi psicologica dei personaggi e sulle atmosfere che, con colpi di scena e suspense, svelerà un finale clamoroso e inatteso”; questo è “Roma innocente” in estrema sintesi ma è molto altro, proverò a dirvelo in ordine sparso.

Straordinarie, dettagliate e piene di amore le descrizioni geografiche dei luoghi in cui si svolgono i vari momenti della vicenda, soprattutto di Napoli e di Gerusalemme, ma anche di Roma, un primo plauso lo merita per questo.

Assolutamente perfetta e affascinante la descrizione dei vari personaggi attraverso la loro analisi psicologica, in primis del commissario Barone, napoletano trapiantato per lavoro a Roma, e poi della sua più stretta collaboratrice, l’ispettore Tropea, e di tutto lo staff della Omicidi ma anche degli indiziati per l’omicidio di Giuditta, affettuosamente chiamata Utta, famosa traduttrice dall’ebraico; e come non sorridere al ritratto della mamma del commissario, donna Giasmina, o non commuoversi alla narrazione delle vicende entimentali, che s’intrecciano con quelle delle indagini, dei vari protagonisti: bravissima Silvana.

Un’altra cifra distintiva di quest’opera, e qui parla la correttrice di bozze ed editor, è la totale assenza di qualsivoglia manchevolezza stilistica, purtroppo riscontrata spesso in altri libri, (punteggiatura, concordanza temporale e uso di sinonimi tra le tante) e anzi da sottolineare la straordinaria varietà e ampiezza di vocabolario dell’autrice il cui libro, come avrete capito, è volato via (265 pagine) e che vi consiglio vivamente di leggere.