“Treno” di Adele Libero

treno1

Non posso lasciare,

né scendere da questo treno.

Troppi ricordi nel vagone,

troppi cuscini

sui quali abbiamo riso,

giocato, scherzato.

Dal finestrino opaco

corrono gli alberi, i pali della luce,

come i titoli di un film

che non riesci a leggere

tanto vanno veloci.

Insieme agli alberi  i pensieri,

ieri, domani, i pochi amici,

le paure.

Ma tu lo conosci  il paesaggio?

T’è nota la superficie

l’esterna vernice.

Ma l’essenza,

la sostanza ?

Le Verità nascoste

non sfiorano i binari,

e neppure la locomotiva.

Chi vorrebbe afferrarle,

resta deluso.

S’appende all’ultima carrozza,

sospeso,

nel vuoto,

fino all’ultima fermata.