Aruna Asaf, prima sindaca di Delhi, da me tradotto e rielaborato

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Nata il 16 luglio 1909 e morta il 29 luglio 1996 Aruna Asaf Ali ha giocato un ruolo dominante durante il Quit India Movement, è stata eletta come prima sindaca di Delhi, ha vinto il premio Lenin per la pace nel 1975 e il premio Jawahar Lal Nehru per la comprensione internazionale nel 1991.

Aruna Asaf Ali è stata un’eroina leggendaria della lotta per la libertà dell’India.

Aruna Asaf nacque a Kalka (Haryana) in una famiglia Hindu Bengali ortodossa. Fu educata al convento del Sacro Cuore a Lahore e poi a Nainital. Dopo aver finito gli studi insegnò al Gokhale Memorial School a Calcutta. Ad Allahabad incontrò il futuro marito, un importante membro del congresso che aveva 23 anni più di lei. Si sposarono nel 1928 contro la volontà dei genitori.

Poichè suo marito Asaf Ali era profondamente coinvolto nella lotta per la libertà dopo il matrimonio anche Aruna lo diventò. La sua prima azione politica importante fu durante il Satyagraha del Sale nel 1930 quando tenne incontri pubblici e condusse cortei. Il governo britannico l’accusò di essere una “vagrant” e la condannò a un anno di prigione. Quando i prigionieri politici furono rilasciati dopo la firma del patto Gandhi-Irwin Aruna non fu rilasciata ma una manifestazione pubblica in favore del suo rilascio costrinse il governo britannico a rilasciarla.

Fu arrestata nuovamente nel 1932 e messa nella prigione di Tihar dove iniziò uno sciopero della fame contro il trattamento verso i prigionieri politici. La sua protesta provocò un miglioramento delle condizioni ma fu mandata al solitario confino ad Ambala. Dopo il suo rilascio uscì dal movimento nazionale per dieci anni.

Nel 1942 partecipò alla sessione del congresso di Bombay con suo marito dove venne approvata la storica risoluzione “Quit India” l’8 agosto. Quando i leaders del congresso furono arrestati il giorno dopo che la risoluzione era passata Aruna presiedette la cerimonia dell’alzabandiera al Gowalia Tank Maidan a Bombay. Lei fornì la scintilla che dette fuoco al movimento. Divenne un’attivista a tempo pieno del movimento Qui India e andò sottoterra per sfuggire all’arresto. Le sue proprietà furono sequestrate dal governo e vendute; il governo annunciò anche una taglia di 5000 Rs per la sua cattura. Nel frattempo lei si ammalò nell’ascoltare che Gandhi le chiedeva di arrendersi. Comunque Aruna si arrese da sola soltanto quando i mandati contro di lei furono cancellati il 26 gennaio 1946.

Al momento dell’indipendenza Aruna era un membro del partito socialista del congresso che fino a quel momento era stato parte dei quadri del congresso. Nel 1948 comunque i socialisti, inclusa Aruna, formarono un loro partito socialista. Nel 1955 questo gruppo si unì al partito comunista dell’India e lei divenne un membro della sua commissione centrale e una vicepresidente del congresso della All India Trade Union.

Nel 1958 Aruna lasciò il partito comunista dell’India e fu eletta come prima sindaca di Delhi, rientrò nel partito del congresso nel 1964 ma smise di avere ruoli attivi in politica.

Le fu dato il premio Lenin per la pace nel 1975 e quello Jawahar Lal Nehru per la comprensione internazionale nel 1991. Aruna morì il 29 luglio 1996.

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