“Cecità” di Adele Libero
Ogni’ora m’avvisa ch’è passata
quel vecchio orologio sul divano,
la luce mi riscalda l’ossa rotte,
m’afferrano le ombre per la mano.
…
Poi muovo il corpo nello spazio,
quotidiana battaglia,
quando per vedere
gli occhi sono fondi di bottiglia.
…
E se nessuno m’abbraccia,
nella casa sconosciuta,
mi par di traversare una montagna
tra picchi e rocce aguzze,
dove sbatto la faccia.
…
E tu che vedi questa pena,
raccontami la differenza
tra l’uomo libero d’andare
e chi del suo fine bastone
non può fare senza.

complimenti Adele molto bella.
"Mi piace""Mi piace"
Proprio bella, Adele!!! Anche io penso spesso a come deve essere difficile la vita di un cieco!
"Mi piace""Mi piace"
Bellissima piena di umanità ,se tutti ci mettessimo al posto dei non vedenti vedremmo il mondo e la vita cpn altri occhi bravissima
"Mi piace""Mi piace"