“Le sindache hanno l’opportunità di assicurare l’equilibrio di genere in politica” di Alina Radu, da me tradotto e rielaborato

women mayors in moldova

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I fatti hanno provato che le donne sono ugualmente buone leader come gli uomini. La mentalità secolare nella repubblica di Moldova permette alle donne di avere posizioni basse in politica, affari e pubblica amministrazione. Il modo più accessibile per le donne delle aree rurali per accedere al potere è diventare Sindache.

Mentre capi di governo, di ministeri, di distretti o di fabbriche sono ancora sotto l’impressione che le donne abbiano un ruolo secondario nella società e ci siano tempi duri per ammettere i rappresentanti del sesso opposto nei centri decisionali una dozzina di donne da differenti villaggi della Moldova hanno deciso di seguire un altro percorso. Concorrono nelle elezioni locali e riescono a persuadere donne e uomini delle loro comunità che sono in grado di guidare il Comune e avere successo.

Ecaterina Moraru è stata recentemente eletta Sindaca del villaggio di Crihana-Veche. Nonostante avesse due oppositori uomini alle elezioni Ecaterina è riuscita a vincere ottenendo il voto della maggioranza. Insegna francese e ha recentemente scoperto il significato del proverbio francese “Cherchez la femme”. Sono già alcuni mesi che il marito la può incontrare solo al municipio perché la “nuova Sindaca” non si può trovare a casa.

“E’ vero che amo la filosofia francese e che ancora insegno all’università di Cahul. L’amministrazione pubblica è un’area estremamente interessante. Sono soddisfatta delle persone con cui lavoro e insieme risolviamo i problemi confrontandoci. Ecco perché arriviamo fino a tarda sera in municipio; abbiamo così tanto da fare” ci ha detto Ecaterina Moraru.

“Sono consapevole di essere una donna. Al municipio sono la Sindaca e non divido le persone in uomini e donne. Li vedo e li ascolto tutti. Non ho un’abilità speciale eccetto, forse, lo studio della comunicazione che mi permette di capire persone differenti. La maggior parte delle persone cerca aiuto finanziario perché la povertà è la massima priorità. La maggior parte delle persone lasciano il municipio contente ma senza soldi. Non offro vuote promesse, offro spiegazioni, simpatia, suggerimenti e consigli. Credo che questi abbiano valore ora perché le persone hanno bisogno di un’attitudine corretta dai loro rappresentanti eletti”: ecco come Ecaterina Moraru spiega il ruolo di Sindaca. Non divide le persone in generi ma tende a eliminare la differenza tra uomini e donne. “La mattina quando arrivo al lavoro quelli che mi aspettano sui gradini del municipio sono soprattutto uomini. Vengono qui per faccende legali, fiscali e finanziarie. Mi comporto con buona grazia ma quando ci separiamo dico loro che se vengo a sapere che uno di loro ha colpito sua moglie o l’ha offesa verbalmente dovranno risponderne alla Sindaca. Alle donne consiglio di fare un passo avanti e stare accanto ai loro uomini. Se falliscono significa che sono ugualmente da biasimare” ha affermato la Sindaca di Crihana con oggettività.

Sta lavorando a un gran numero di progetti che cambieranno non solo la mentalità della comunità ma la situazione economica e sociale.

Per Silvia Butucel la posizione di Sindaca è già una “vecchia” professione. A giugno è stata rieletta Sindaca del villaggio di Miclesti per la quinta volta di fila. “Non ho bisogno del supporto della televisione o della stampa o dei partiti politici. Le persone mi conoscono bene. Alcuni dei miei oppositori sono stati molto attivi durante le elezioni ma i miei concittadini hanno votato per me” ci ha detto Silvia Butucel.

Effettivamente i suoi oppositori si sono ritirati così che sulle liste elettorali di Miclesti è rimasta l’unica candidata. “Gli uomini non amano vedere le donne che camminano davanti a loro e tendo sempre a sorpassarle. Nelle precedenti elezioni avevo degli oppositori uomini; a queste si sono arresi quando siamo arrivati alla fase di raccolta delle firme. Probabilmente hanno capito che i miei concittadini mi sostengono e non hanno osato proseguire. Perciò sono stata l’unica candidata per i due villaggi coordinati dal municipio di Miclesti. Il 93% della popolazione ha votato per me”.

Silvia Butucel ha persuaso I suoi concittadini che le donne hanno una parte importante non solo nelle faccemde domestiche. Sono 16 anni che gestisce vari villaggi e questo non l’ha ancora stancata. “Non ho mai rispettato rigorosamente gli orari fissati nel senso che incontro il cittadino quando lui/lei viene in municipio anche se il programma degli appuntamenti dice altro. Non posso volgere la schiena a loro e così ho raccomandato al mio team. Lavoriamo anche nelle vacanze se è necessario. Lavoriamo fuori sulla strada se i cittadini ci fermano e chiedono il nostro aiuto. Mio marito mi dice che ho viziato troppo i cittadini, che provo ad accogliere i loro bisogni troppo. Questo è come io sono e questo è come ho insegnato ai membri del mio team a essere” ci dice sinceramente Silvia Butucel.

Per lei e per altre dozzine di Sindache in Moldova l’uguaglianza di genere nell’amministrazione è un argomento obsoleto. Hanno testato i loro poteri in questa competizione e, ora, dopo che hanno vinto desideramo unire i loro sforzi per ottenere di più. Sanno che le Sindache possono capire e discutere la situazione delle donne dei bambini nei villaggi così che sono interessate a un dialogo diretto con i leaders della repubblica per promuovere le tematiche delle donne nelle aree rurali.

Silvia Saca, manager del progetto UNDP della Moldova per istruire i leaders ha dichiarato che nell’ultimo decennio le donne hanno perseverato e l’hanno fatto al top del potere dello stato. “Nel 1994 solo 4 donne avevano ruoli nel governo, 2 vice ministre e 2 direttrici di dipartimento, oggi 1 donna è ministra, 6 sono vice ministre e 8 direttrici di dipartimento. Non è abbastanza poiché secondo i Millennium Development Goals l’uguaglianza di genere significa uguali opportunità per donne e uomini. Le Sindache hanno un’opportunità di continuare il loro lavoro perché dopo aver imparato come guidare una comunità di centinaia o migliaia di persone saranno in grado di guidare comunità più ampie. Ciò che è deplorevole è che le donne combattono da sole per ottenere le loro mete mentre solo i “decision factors” fanno dichiarazioni senza prendere misure specifiche che considerino le strategie o le pari opportunità.  Per ora gli uomini leaders si ricordano dell’importanza della responsabilizzazione delle donne solo quando devono fare resoconti alle istituzioni europee. Comunque i resoconti non possono essere ripetuti così allo scopo di presentare un miglioramento la realtà deve cambiare veramente” ha detto Silvia Saca.

La repubblica di Moldova può attualmente dichiarare che le donne rappresentano soltanto il 50% dei disoccupati mentre nelle top positions dell’amministrazione rappresentano solo il 10%. In Svezia e Norvegia il numero delle donne in parlamento supera il 40% e queste nazioni tendono a migliorare la partecipazione delle donne; sono incoraggiate non solo dai programmi speciali del proprio governo ma anche dalle Nazioni Unite. “Se noi investiamo sulle donne la società diverrà più forte e anche la nazione lo diventerà” ha dichiarato Noeleen Heyzer, direttore esecutivo del fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo delle donne a un recente meeting che promuoveva l’uguaglianza di genere a Tokyo.

http://www.undp.md/mdg/MDG3/gender_equality.pdf