Presentazione di “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella di Daniela Domenici

non dirmi che hai paura

Oggi 2 anni fa moriva nel mare di Lampedusa la giovanissima atleta somala Samia protagonista dello splendido libro di Giuseppe Catozzella che ho avuto l’onore e il piacere di presentare lo scorso 4 marzo alla biblioteca “Renato Fucini” di Empoli.

Oggi nel secondo anniversario della sua morte pubblico l testo integrale della mia presentazione.

Presentazione di “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella

Nell’ambito delle iniziative per la festa internazionale della donna e grazie all’associazione “Lucani in Toscana” è stato organizzato questo caffè letterario speciale che ha il piacere e l’onore di ospitare un autore, di origine lucana, il cui libro sta letteralmente volando classifiche dei libri più venduti e amati: diamo il benvenuto a Giuseppe Catozzella e al suo “Non dirmi che hai paura” edito da Feltrinelli all’inizio di quest’anno.

Innanzitutto qualche parola su di lui per conoscerlo meglio.

Giuseppe Catozzella è nato nel 1976 a Milano dove si è laureato in filosofia con Carlo Sini e Stefano Zecchi con una tesi sul significato della Logica per Nietzsche. Dopo aver trascorso un lungo periodo a Sydney è tornato a vivere a Milano.

Ha pubblicato poesie, racconti e reportage su riviste cartacee o online e in antologie italiane e internazionali.

Scrive, o ha scritto, su L’Espresso, Granta, Sette de Il Corriere della sera, Il Corriere Nazionale, Max, Lo Straniero, Milanomafia.com e ha collaborato con la trasmissione televisiva Le Iene. Tiene un blog sul sito del Fatto Quotidiano.

Ha lavorato a lungo come consulente editoriale per Arnoldo Mondadori Editore e attualmente lavora per Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Ha tenuto conferenze alla Columbia University a New York e alla FIU University di Miami e lezioni alla UM University di Miami.

A ottobre 2013 ha rappresentato l’Italia a New York, insieme a Robert Pinsky, per l’Anno italiano della cultura negli Stati Uniti.

Del suo romanzo-inchiesta “Alveare” la casa di produzione cinematografica Wildside ha acquistato i diritti cinematografici e sono stati tratti tre differenti spettacoli teatrali.

Ha vinto vari premi sia in Italia che all’estero.

Il suo più recente romanzo è “Non dirmi che hai paura” che abbiamo il piacere di presentare qui oggi.

E’ commovente, avvincente, struggente l’infinita poesia, dolcezza ed empatia con cui Catozzella ci narra questa storia che s’ispira a un vero fatto di cronaca, purtroppo conclusosi tragicamente, che ha per protagonista una ragazza somala, Samia, e che colpisce il cuore e la mente lasciandovi una traccia che difficilmente andrà via.

Anzi, vi confesso che spero non vada via tanto presto perché ci coinvolge tutti in prima persona.

La storia di Samia, della sua infanzia a Mogadiscio, della sua passione per la corsa e del Viaggio che intraprende a soli vent’anni in cerca della libertà potrebbe essere il racconto della vita di uno dei tanti migranti che quotidianamente approdano sulle nostre coste o che perdono la vita nel tentativo di farlo.

E ora qualche parola sulla trama:

Tutto inizia a Mogadiscio in cui una sanguinosa guerra etnica imperversa da anni, dove il coprifuoco scandisce la vita degli abitanti che non possono muoversi liberamente, in cui l’aria è intrisa di polvere da sparo e gli attentati al grande mercato cittadino sono un rischio quotidiano.

Samia, di etnia abgal, è una privilegiata perché gli integralisti di Al-Shabaab, che hanno preso il potere, rivolgono il loro odio soprattutto all’etnia darod che è la minoranza.

Nella famiglia di Samia, però, la convivenza tra le due etnie è sempre stata pacifica.

Senza scarpe, solo con una vecchia maglietta sdrucita e un pantaloncino, Samia e il suo amico-fratello, di etnia darod, Alì, sfrecciano per le vie della città evitando cumuli di spazzatura e pozzanghere di fango e di notte entrano nel vecchio stadio cittadino crivellato di colpi di mitragliatrice e si allenano alla luce della luna.

Sono anni difficili, di sacrifici e fame, di pericoli continui di attentati, di leggi coraniche contro le donne e di angherie dei bambini soldato. Eppure l’infanzia di Samia, nonostante tutto, è bellissima perché è attorniata dall’amore della sua famiglia ed è incoraggiata da un padre straordinario che la incita a coltivare il suo sogno anche contro le leggi coraniche.

E questo suo sogno si avvera alle olimpiadi di Pechino 2008 dove Samia correrà nella batteria dei duecento metri e arriverà ultima. Le immagini della sua corsa con i veli in testa, le spalle coperte, le gambe sottili e quegli occhi enormi carichi di voglia di riscatto per il suo popolo fanno il giro del mondo. Samia, che corre insieme alle atlete americane dieci volte più robuste e agili di lei, diventa un’icona dell’emancipazione femminile nei paesi musulmani.

A un certo punto della sua breve vita, però, Samia sarà costretta a prendere l’unica strada possibile per il riscatto: la via del deserto, il Viaggio, sulle tracce di sua sorella Hodan che lo ha già fatto per approdare prima a Malta e poi in Finlandia.

Sarà veloce e definitiva la sua decisione di mettersi nelle mani dei trafficanti di uomini che, in cambio di quantità di denaro sempre crescenti, si offrono di traghettare persone disperate, clandestini, fuggitivi, attraverso tutta l’Africa.

E anche Samia si ritroverà stipata con altre settanta persone su una jeep attraverso il deserto. Dall’Etiopia al Sudan, dal Sahara alla Libia, un viaggio di otto mesi ai limiti della sopravvivenza con l’unico obiettivo di mettersi in salvo sulle coste italiane, a Lampedusa, perché attraversare il Mediterraneo è l’ultimo passo verso la libertà ma anche il più rischioso, è una traversata decisiva in cui ciascuno può, in un attimo, perdere tutto.

E la giovane atleta somala, purtroppo, a un passo da Lampedusa perderà la vita perché per lei il mare era sempre stato solo un miraggio, qualcosa da ammirare da lontano, non aveva mai potuto entrarci e imparare a nuotare, assurdo in una città di mare come Mogadiscio…

L’odissea di questa ragazzina in cerca di libertà, che affronta con le poche forze che ha il suo grande sogno di vincere le Olimpiadi di Londra del 2012, è il cuore di questo romanzo di Giuseppe Catozzella che ha il sapore di una fiaba dei nostri giorni.

Il nostro graditissimo ospite è riuscito perfettamente, con infinita umanità, dolcezza e partecipazione, a dare voce a Samia; per mesi è entrato dentro la sua vita grazie all’incontro con la sorella Hodan e con l’amica Nigist e l’ha reiventata regalandole, con questo straordinario libro, omaggio postumo alla memoria, quella notorietà a cui ha aspirato con tutte le sue forze sin da bambina quando l’amatissimo padre le diceva: Sei una piccola guerriera che corre per la libertà…se davvero ci credi allora un giorno guiderai la liberazione delle donne somale dalla schiavitù in cui gli uomini le hanno poste. Sarai la loro guida, piccola guerriera mia”.

E pochi giorni fa è stata diffusa una notizia che è un bellissimo omaggio dell’Italia, terra in cui non è mai riuscita ad arrivare, a Samia:

il Comune di Milano ha deciso di intitolare a lei la pista del centro sportivo Carraro di via dei Missaglia.

E di questo libro verrà presto creata una versione cinematografica.

Ora ascoltiamo dalla voce dell’autore la storia della nascita di questo libro.

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