“Pianto” di Adele Libero

 pianto

 

Non parliamo di gente felice,

di bambini che saltano insieme,

o che tirano calci a un pallone,

mentre intorno trionfa la pace.

Un’ignavia genia incosciente,

incurante dei mali del mondo,

lascia spazio a dei poveri matti

che ai cannoni affidan le sorti.

 

E tu ancora nel corpo di bimbo,

incartato di ombre e paure,

già pronunci parole di odio

e rimpiangi le tue vecchie mura.

 

Nella strada vai scalzo e piangente,

negli orrori che gelano il passo,

sogni l’uomo che serbi se stesso,

ma nel cielo anche il sole s’arrende.