“The braid” di Emily Hunter, Damster edizioni, recensione di Daniela Domenici

 the braid

Emily Hunter, il pen name dietro il quale si nasconde l’autrice, è anche il nome da lei scelto per la protagonista di questa sua opera che s’inserisce, a buon diritto, nel filone erotico ma che non è solo questo perché vi s’intrecciano tante storie d’amore, di abbandoni, di amicizie, tutte ambientate in vari luoghi degli States, soprattutto Chicago e Las Vegas.

Il titolo che tradotto in italiano vuol dire “la treccia” è un elemento importante per Emily, è la coperta di Linus per lei, una donna forte e fragile allo stesso tempo che ama il suo lavoro in cui può esprimere al meglio le sue doti artistiche ma che non è altrettanto fortunata in amore, viene ferita con facilità, non riesce a venire a patti col suo passato, ha ancora tanti lividi sull’anima fino a quando…lo scoprirete leggendolo…

Le numerose performance sessuali disseminate lungo tutto il romanzo (non per niente viene chiamata “hunter”, la cacciatrice) non sono mai descritte, dall’autrice, in modo volgare e questa è una cifra distintiva che ci piace sottolineare così come l’ottimo uso dei dialoghi che aiutano a entrare e a caratterizzare la psicologia dei tanti personaggi di quest’opera; emergono, tra tutti, l’amica del cuore Beth e poi gli amici Eric e Sam e, infine, ciliegina sulla torta, Connor…

C’è molto cuore, oltre a tanto sesso, in questo romanzo di Emily Hunter, l’uno arricchisce l’altro: ottima scelta.