“Genova” di Adele Libero
Acqua che cerchi notte
per diventare fango,
per ricoprir palazzi
per inghiottire tetti.
…
Forte come il terrore
arrivi inaspettata
e batte forte il cuore,
d’ogni chiesa, ogni casa.
…
Si ghiacciano i carruggi,
le piazze, i negozi.
E quelli al primo piano
tremano di paura.
…
La strada è allagata,
il fiume addormentato,
dove giocavo a barche,
ormai sembra una furia:
un demone potente,
cattivo, prepotente.
…
Rivuole i suoi spazi,
imbraccia fucili,
fatti d’alti spruzzi,
tormenta i palazzi.
…
Io non so cosa fare,
posso solo aspettare,
avvolta in un mantello,
la notte non ha stelle.
…
Appena torna il sole,
asciugherò la terra,
che sarà ancora madre,
che sarà ancora bella.
