“Genova” di Adele Libero

genova

Acqua che cerchi notte

per diventare fango,

per ricoprir palazzi

per inghiottire tetti.

Forte come il terrore

arrivi inaspettata

e batte forte il cuore,

d’ogni chiesa, ogni casa.

Si ghiacciano i carruggi,

le piazze, i negozi.

E quelli al primo piano

tremano di paura.

La strada è allagata,

il fiume addormentato,

dove giocavo a barche,

ormai sembra una furia:

un demone potente,

cattivo, prepotente.

Rivuole i suoi spazi,

imbraccia fucili,

fatti d’alti spruzzi,

tormenta i palazzi.

Io non so cosa fare,

posso solo aspettare,

avvolta in un mantello,

la notte non ha stelle.

Appena torna il sole,

asciugherò la terra,

che sarà ancora madre,

che sarà ancora bella.

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