Eleonora Benveduti Turziani, prima Sindaca di Scandicci

Eleonora_Sindaco_foto_del_1957

https://danielaedintorni.com/2014/02/10/le-sindache-elette-in-toscana-dal-1956-al-2006-suddivise-per-provincia-resoconto-di-daniela-domenici/

(NdR: ho eliminato l’affermazione che è stata la prima Sindaca d’Italia perché errata, fu Ninetta Bartoli. E mi sono permessa di scrivere Sindaca al posto di Sindaco…)

Eleonora Benveduti Turziani, appartenente alla nobile e antica famiglia dei Marchesi Benveduti di Burano, nasce il 30 marzo 1908.

Trascorre l’infanzia e la giovinezza a Gubbio, dove si diploma presso l’Istituto Magistrale.

Dal novembre 1928 al novembre 1937 insegna in varie scuole elementari della provincia di Perugia.

Nel 1934 inizia la sua attività antifascista clandestina entrando a far parte del movimento “Giustizia e Libertà” che aveva in Salvemini, nei fratelli Rosselli ed in Emilio Lussu i suoi uomini di spicco.

Il 19 marzo 1936 si sposa con rito civile, a Gubbio, con il Dr. Giovanni Turziani, giovane venticinquenne eugubino, laureato in Medicina e Chirurgia.

Diviene frequentatrice assidua e stimata di Aldo Capitini, propugnatore della “non violenza” e punto di incontro perugino di antifascisti, fino al 1938 quando, insieme al marito, si trasferisce in Toscana, a Firenze.

Nel 1938 si laurea a Roma, con il massimo dei voti, in Pedagogia; tesi con il prof. Ugo Spirito, affiancata dal pro. Lombardo Radice.

Dal 1940 al 1946 è assistente del famoso prof. Eustachio Lamanna alla cattedra di Storia e Filosofia dell’Università di Firenze e nello stesso periodo insegna filosofia al Liceo “Michelangelo” ed all’Istituto Magistrale “Pascoli”.

Nella stessa città, durante la guerra, è così forte il suo impegno nella lotta partigiana e la sua milizia nella Divisione “Giustizia e Libertà”, organizzata dal Partito d’Azione, che le viene rilasciato l’attestato di Partigiana Combattente dalla Commissione Regionale Toscana ed il “Certificato al Patriota” dal Comandante in Capo delle forze alleate in Italia, Generale Alexander.

Nel 1943 viene arrestata dalla “Banda Carità” di Firenze e per molti giorni viene sottoposta a stressanti interrogatori e a gravi minacce.

Fu al suo posto di grande responsabilità il giorno 11 agosto 1944, giorno dell’insurrezione e della liberazione di Firenze, dalle truppe naziste.

Scioltosi il Partito d’Azione, si iscrisse al Partito Comunista Italiano. Dal 1951 al 1960, guida per 10 anni il Comune di Scandicci in Provincia di Firenze.

Prima di essere eletta Sindaca aveva ricoperto la carica di Assessore al Comune e alla Provincia di Firenze.

La nomina a Sindaca avvenne il 24 giugno del 1951.

La vita del “Sindaco in gonnella” non fu certo facile, dovette sostenere parecchie lotte, ma il suo carattere era preparato alle difficoltà!

Guidò la città toscana con intelligenza e grande sensibilità.

Fu un’ottima Sindaca, sostenuta sempre da un forte consenso popolare che le permise di essere rieletta nel 1955.

Il 10 marzo 1955 diviene socia fondatrice dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana.

Nel 1965, per forte dissenso, cessa ogni attività politica e si dedica a ricerche storiche e tiene, a Firenze, liberi corsi di aggiornamento su temi politici, filosofici e sociali molto apprezzati e partecipati soprattutto da giovani.

Nel 1989 ritorna a Gubbio, dove il 17 giugno 1993 muore all’età di 85 anni.

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