“Hilma af Klimt, la prima pittrice astrattista” di Julia Voss, da me tradotto e rielaborato

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Vassily Kandinsky è generalmente considerato il pioniere dell’arte astratta. Comunque una donna svedese chiamata Hilma af Klint, nata nel 1862 e morta nel 1944, potrebbe rivendicare questo titolo.

Quando Kandinsky scriveva al suo gallerista di New York Jerome Neumann nel dicembre 1935 era chiaramente ansioso ti rassicurarlo una volta ancora di aver dipinto il suo primo quadro astratto nel 1911. Sfortunatamente questo quadro storico andò perduto. L’artista negò di averlo portato con sé quando aveva lasciato la Russia nel 1911 per la Germania prima di spostarsi poi, in seguito, in Francia.

Sapeva che il mondo dell’arte era impegnato in una contesa. Essere riconosciuto come il creatore del primo quadro astratto era diventato un premio molto ambito. Gli altri candidati erano František Kupka, Robert Delaunay, Piet Mondrian e Kazimir Malevich.

Quello che Kandinsky non sapeva è che una pittrice svedese di nome Hilma af Klimt aveva creato il suo primo quadro astratto nel suo studio di Stoccolma nel 1906, cinque anni prima di lui. E inoltre aveva intrapreso lo stesso percorso verso l’astrazione. Senza conoscere l’esistenza reciproca i due artisti sembra che abbiano viaggiato a lungo come due treni sulle stesse rotaie. Klimt è arrivata prima di Kandinsky.

Chi era Hilma af Klimt? E come era diventata un’artista?

Due aspetti della sua biografia le danno un vantaggio. Primo, era figlia di un ammiraglio ed era nata nel 1862 in Svezia, una nazione che permetteva alle donne di studiare arte molto prima della Francia, della Germania o dell’Italia. Di conseguenza poté iscriversi alla Royal Academy of Fine Arts a Stoccolma nel 1882. Dopo essersi laureata cinque anni più tardi prese in affitto uno studio nel quartiere degli artisti della città e gradualmente ottenne riconoscimenti come pittrice di paesaggi e ritratti. Aveva anche una passione per lo studio delle piante e degli animali e negli anni 1900/1901 lavorò come disegnatrice per un istituto veterinario.

Secondariamente Klimt era nata in una famiglia protestante ed era venuta presto in contatto con la teosofia. Non bisogna essere esperi di esoterico per capire cosa la teosofia potesse offrire a una giovane artista. Nel 19esimo secolo nessuno dubitava che le grandi opere dipendessero da ugualmente grandi ispirazioni.

Nella teosofia, fondata da una donna, la russa Helena Petrovna Blavatsky, le donne erano benvenute come membri e avevano posizioni di alto livello. In breve era la prima religione in Europa che non discriminava le donne. Klimt aveva diciassettenne anni quando frequentò la sua prima seduta spiritualista.

Nel 1905 lei disse che aveva udito una voce che le aveva dato il seguente messaggio “tu sei qui per proclamare una nuova filosofia di vita e tu stessa devi essere una parte del nuovo regno. I tuoi lavori porteranno frutto”.

Tra il novembre 1906 e il marzo 1907 dipinse una serie di tele astratte di piccolo formato intitolate “Caos Primordiale”. Alcune di loro sono reminiscenze di paesaggi, di un mare tempestoso sul quale lampeggiano luci misteriose. Altre si liberano interamente dalla rappresentazione combinando forme geometriche come le spirali con pennellate dinamiche, lettere dell’alfabeto e simboli.

La serie del Caos Primordiale fu un seme dal quale circa 200 quadri astratti si svilupparono negli anni seguenti. Tra agosto e dicembre 1907 Klimt creò una serie di opere monumentali intitolate “Le Dieci più Grandi” caratterizzate da ovali, cerchi e linee a serpentina in colori brillanti. Le forme organiche delle prime astrazioni si trasformarono in un rigoroso geometrismo. Nel 1914/1915 dipinse “Il Cigno” composto di forme circolari su una base rossa.

Al tempo della sua morte nel 1944 la pittrice non aveva fatto vedere alcuna delle sue opere astratte nelle mostre.

Cosa portò Klimt all’astrazione? Un interesse verso le forze invisibili era ampiamento accettato piuttosto che essere soltanto seguaci dell’occulto. Come Kandinsky Klimt conosceva i tentativi degli autori teosofici Annie Besant e Charles Leadbeater di tradurre la musica in forme visuali.

L’importanza che l’astrazione assume nella storia dell’arte diventa chiara solo in seguito. Nel 1936 si aprì una mostra al museo d’arte moderna a New York intitolata “Cubismo e Arte Astratta”. In un diagramma disegnato da Alfred H Barr per la copertina del catalogo la storia dell’arte culmina e termina con l’arte astratta. Oggi questa visione sembra unilaterale. Noi assaporiamo la diversità dell’arte del 20esimo secolo sia rappresentativa che astratta. Valutiamo l’arte astratta, comunque, come una libertà d’espressione che ha un posto nella nostra vita. E Hilma af Klimt la scoprì nel lontano 1906.

http://www.tate.org.uk/context-comment/articles/first-abstract-artist-and-its-not-kandinsky

http://hilmaafklinten.louisiana.dk/

http://www.theosophyforward.com/theosophy-and-the-society-in-the-public-eye/1138-hilma-af-klint

http://www.kunstkritikk.no/kritikk/hilma-af-klint-diagram-artist/