“Al centro del dipinto” di Virginia Parisi, recensione di Daniela Domenici

 al centro del dipinto

Ho appena letto l’ultima parola di questo libro e sento l’esigenza di raccontarvi subito le emozioni che mi ha regalato; ancora una volta una scrittrice sconosciuta mi ha “chiamato” come una sirena e mi ha ammaliato a tal punto che spero mi rimangano a lungo nella mente e nel cuore i paesaggi e i personaggi di questa storia da lei immaginata e perfettamente descritta sia attraverso i paesaggi che con i ritratti psicologici e i dialoghi.

Forse emula di Rosamund Pilcher (da me molto amata) Virginia Parisi colloca questa sua opera nella selvaggia, affascinante e magica Cornovaglia dove s’intrecciano i destini di Elizabeth Lombardi, giornalista londinese amante dell’arte, e Lawrence Bristol, imprenditore rampante e proprietario di Pandora Palace, una dimora d’altri tempi a Porthkerris dove conosceremo anche Noel, Ethel, Roland e, soprattutto, Bartolomeo Sarca, pittore impressionista e personaggio-chiave di tutta la storia.

Si legge tutto d’un fiato tra i sorrisi per le “scaramucce” al fulmicotone che colorano i dialoghi tra Elizabeth e Lawrence e le lacrime di vera commozione in tanti momenti della storia, il tutto intriso della magia del cerchio di “sassi druidici” di Cold Cage, cuore pulsante della vicenda.