Incontro con Eduardo de Filippo, di Adele Libero
Se chiure ‘a scena, cala ‘o sipario,
e nuje fujmme appriesso ‘o grande artista,
pe’ dinte ‘e corridoje d’ ‘o tiatro,
p’avè a vicino chella bella vista !
…
‘O libbro ce l’avimme già accattato,
” o’ Canisto”, se chiamma, pecchè è Pasca,
ce stanno ‘e ppuisie, scegliute ‘a isso,
ce stanno storie ‘e ogge e d’ ‘o passato.
…
Oj’ ‘llanno’, ecco se’ ‘è araputa ‘a porta,
e ghjesce, stanco, ll’uocchie spiritate,
‘a faccia scarna, ma tutta pittata,
‘o trucco ‘e scena nun se l’è ‘llevato.
…
E firma, primma cerca ‘o nomme nuosto,
po’ ‘a dedica ce fa’, che grande onore,
“ma grazzie assaje, grazie al maestro!!”
Cu’ chesta firma s’è arrubbato ‘o core !!
…………………………………
Incontro Eduardo
La scena chiude e cala il sipario,
e noi corriamo appresso al grande artista,
per tutti i corridoi del teatro,
per aver da vicino la sua vista.
…
Il libro suo l’abbiamo già comprato,
si chiama “O’ Canisto” perché è Pasqua,
ci stanno le poesie, selezionate,
ci stanno storie, d’oggi e del passato.
…
Oh, ecco, la porta è spalancata,
ed esce stanco, gli occhi spiritati,
la faccia stanca, tutta pitturata,
il trucco suo non ha ancor levato.
…
E firma, e prima chiede il nome nostro,
poi dedica ci fa, che grande onore,
“ma grazie assai, grazie al maestro”,
con questa firma s’è rubato il cuore.
…………………………..
Per chiudere questa mia tre giorni dedicata al grande Eduardo de Filippo, così precocemente dimenticato dalla nostra letteratura, ho scritto questi pochi versi che si legano all’unica volta in cui ho incontrato brevemente l’artista. E’ stato nel 1971, al teatro San Ferdinando di Napoli, dove veniva rappresentata la commedia “Questi Fantasmi”. Per me era la prima volta che assistevo alla commedia e devo confessarvi che alla famosa scena del balcone, quando Eduardo dialoga con un invisibile dirimpettaio, descrivendogli tutto l’iter della preparazione del caffè, io non riuscivo a capire con chi stesse parlando e mi giravo a destra ed a sinistra per scorgere la “spalla” , l’attore che interpretasse il personaggio. Ma, ovviamente, non c’era nessuno ed io fui estremamente colpita dalla bravura dell’attore che mimava tutti i comportamenti di chi realmente parla con qualcuno all’altro lato della strada.
Al termine molti spettatori, me compresa, cercarono il camerino di Eduardo. Avevo anche acquistato il libro fresco di stampa “‘O Canisto”, e speravo addirittura in un autografo. Dopo qualche minuto di attesa “lui” uscì, ancora con il trucco di scena: sul viso un pesante strato di cerone e linee scure che accentuavano le rughe dello scarno viso. Ci guardava con occhi stanchi ma soddisfatti e poi cominciò a firmare gli autografi. Al mio turno gli porsi il libro, mi domandò nome e cognome e l’autografò con la dedica ! Raggiante me ne tornai a casa e da allora ogni tanto vado a rileggermi il libro ed a vedere quella preziosa firma.
Con me, tanti altri conserveranno un analogo ricordo e vorrei che queste mie piccole osservazioni e le poesie che ho tradotto nei giorni scorsi (Don Gennaro e Tre ppiccerille) potessero far nascere in qualche lettore la voglia di approfondire la conoscenza della produzione letteraria di De Filippo, un autore molto attento e prolifico, che non ha scritto solo Questi Fantasmi o Napoli milionaria o Natale in casa Cupiello, per citarne solo alcune molto note, bensì più di una trentina tra drammi e commedie, oltre a tantissima poesia. Un autore rilevante, che per contenuti e forza del dramma ha agevolmente superato i confini del dialetto e si è posto all’attenzione internazionale, e, oltre a vari premi, è stato candidato al Nobel per la letteratura e nominato senatore a vita.

L’hai conosciuto!!!!! Che personaggio fantastico!!!!
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