Se Bambi fosse trans, di Emiliano Reali, Meridiano Zero, recensione di Daniela Domenici

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Un viaggio all’interno del mondo trans con la delicatezza che si addice a chi entra in una nuova casa che non conosce, in punta di piedi; un intreccio di storie d’amore, di abbandoni, di disvelamenti, di doppie vite, di violenza, di passaggi, di percorsi, di crescita: tutto questo e molto altro è “Se Bambi fosse trans” di Emiliano Reali, un libro che mi sentirei di consigliare, come fascia d’età, a un target di lettori adulto sia per l’argomento non facilissimo che per il linguaggio spesso crudo e le situazioni descritte reali ma anche brutali, ma un pubblico adulto che si ponga alla lettura con il desiderio non di condannare ma di capire, di imparare per aprirsi al “diverso”, in questo caso il protagonista, una persona che non si sente a suo agio nel corpo con cui è nato e che passa prima la fase del travestitismo per poi approdare alle strutture che lo/la aiuteranno nella transizione, a diventare davvero Bambi, la trans, non solo la notte e di nascosto ma sempre, con orgoglio e coraggio, alla luce del giorno.

Questo percorso provoca, com’è naturale, crisi, abbandoni e dolori nelle persone che orbitano intorno a Giacomo, il protagonista, Luana, Marco e Desideria, ma che alla fine, con il loro amore, lo lasceranno andare aiutandolo così a prendere la decisione giusta.

I complimenti all’autore della sottoscritta che sono anche un po’ di parte perché ha scritto e pubblicato la sua prima opera “Fabiola storia di una trans” sullo stesso mondo in cui è entrata ormai da anni e nel quale ha scoperto persone davvero splendide che l’hanno accolta con affetto e che l’hanno aiutata a crescere con le loro risposte alle sue innumerevoli domande.