“Antologia della femina agabbadora” di PierGiacomo Pala, recensione di Daniela Domenici

 antologia

La recensione a quest’antologia ha una storia particolare che vado a raccontarvi.

L’estate scorsa mio marito e io abbiano deciso di visitare per la prima volta la Sardegna e siccome non è solo una grande e affascinante isola ma un mondo a se stante abbiamo pensato di iniziare a vederla un po’ alla volta, prima il nord e quindi prima il nord est, la Gallura, e poi il nord ovest, l’Algherese.

Avevo naturalmente sentito parl della leggendaria figura dell’accabadora e appena ho saputo dell’esistenza del museo di Luras a lei dedicato sono voluta andare a visitarlo per capirla meglio anche attraverso gli oggetti che sono appartenuti a una di loro.

Il suddetto museo privato è di proprietà ed è curato da PierGiacomo Luras che è un cultore e appassionato di tradizioni popolari ed è l’autore di quest’antologia dalle dimensioni ragguardevoli, oltre 500 pagine, di cui mi ha fatto gentilmente dono avendo capito quanto l’accabadora mi avesse colpito e quanto volessi approfondire la sua figura.

È un’opera imponente che ha richiesto un impegno davvero notevole all’autore per raccogliere tutto il materiale esistente che ha suddiviso in vari capitoli: testimonianze letterarie, nei siti web, giornali e riviste, il giogo, testimonianze orali, il martello e la chiesa. A chiusura del libro una serie di immagini, tutte in bianco e nero, e in apertura c’è un capitolo dedicato all’etimologia della parola “agabbadora”. Molto interessante e dettagliata l’introduzione di una quindicina di pagine liberamente da una relazione a un convegno di Simonelli e Mulas.

Nota di colore conclusiva: questo libro ha impiegato un esagerato numero di giorni per viaggiare da Luras a Scandicci tanto che avevamo quasi perso le speranze sia io che l’autore il quale però ha affermato con sicurezza “l’accabadora raggiunge sempre chi la chiama” senza sapere della mia sensitività…e infatti mi ha raggiunto…