Femministi maschi: un eterno paradosso? da me tradotto e rielaborato

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A prima vista il femminismo maschile è un paradosso tanto quanto l’antifemminismo delle donne. A un secondo sguardo la storia di tematiche chiave come suffragio, aborto e istruzione in nazioni come la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Germania e la Francia indica che il carattere piuttosto che il genere detta le attitudini e il comportamento. Queste tematiche sono centrali per “Feminism’s Founding Fathers”, un libro imminente di Kaevan Gazdar (Zero Books).

Il fenomeno del femminismo maschile relativizza le percezioni comuni di solidarietà di genere e di vittimizzazione femminile? Perché un’ampia sezione trasversale di donne notevoli, da Mary Wollstonecraft, George Eliot e Caroline Norton a Margaret Fuller, Louise Otto-Peters ed Elisabeth Selbert contano su di un maggiore sostegno dei loro parenti maschi piuttosto che dalle donne nelle loro vite? Cosa motivò questi uomini ad agire come alleati, mentori, amici di anima e di letto e quant paradossale fu il loro comportamento?

In termini più generali: come affrontiamo la questione che le convinzioni femministe – sia da parte degli uomini che delle donne – siano spesso andate mano nella mano con l’antisemitismo, l’imperialismo, il militarismo, il classismo e l’eugenetica? Il femminismo è realmente u comportamento umanistico o, in un grado maggiore, una rappresentazione di interessi specifici?

http://www.lse.ac.uk/publicEvents/events/2016/05/20160519t1600vWT.aspx