“Il segreto della luna” di Diego Fois, recensione di Daniela Domenici

 il segreto della luna

Ho ancora il sorriso nel cuore e nella mente dopo aver finito di leggerlo e sento il prorompente desiderio di parlarvene: è lo struggente, dolcissimo e fantastico “Il segreto della luna”, una fiaba di Diego Fois che ha regalato infinite emozioni alla mia anima bambina da parte di quella dell’autore che così scrive nei ringraziamenti “grazie al me bambino tornato a trovarmi per la stesura di questo libro. Grazie al me bambino che mai, in fondo, mi ha lasciato”.

I protagonisti sono un bambino che dall’asilo vola sulla luna con un’astronave e l’uomo della luna che gli racconta tantissime storie prima di riportarlo, in modo assolutamente surreale che non vi dico, di nuovo sulla terra senza che nessuno si sia accorto della sua assenza.

E le splendide storie sono quella di Corrado che ha un sacco pieno dei suoi sogni d’oro, di Gualtiero che taglia i cespugli a forma di cuori rovesciati, di Adelmo che fa degli starnuti che dicono la verità, di Tebaldo che decide di camminare a testa in giù, di Serafino che fa delle scommesse assurde e infine di Bertoldo che cerca l’anima gemella in un modo un po’ strano.

La fiaba è intrisa di poesia dalla prima pagina all’ultima, dall’amore dell’uomo della luna per Petra al desiderio di far crescere due piantine sulla luna per metterci un’amaca, dal legare la luna alla terra perché non si allontanino troppo al raccogliere tutti i sogni dei bambini sul lato più protetto della luna: questo e tanto altro ancora ha immaginato Diego Fois una sorta di Saint-Exupery contemporaneo, che ringrazio dal profondo del cuore per avercela narrata.