Toponomastica in Sicilia, di Pat Eggleton, da me tradotto e rielaborato

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Ogni visitatore/trice di una città italiana avrà probabilmente trovato una via o corso Garibaldi, una pizza Dante e una via XXV aprile. Avrà forse anche notato strade intitolate a caratteristiche fisiche dell’area – Catania ha una via Etnea e Palermo una via Fiume – o a nobili o eroi locali. Ma quanti di noi si sono fermati/e a chiedersi quante strade in Itala sono dedicate a donne? La risposta, secondo la docente romana di geografia Maria Pia Ercolini, è meno del 5% e grazie a un gruppo su FB con 2,388 membri (al momento di questo articolo) e un sito sta tentando di tracciare la situazione attuale e di cambiare questa triste statistica.

Nazioni diverse hanno diverse abitudini nell’intitolare le strade e nell’Italia prima dell’unificazione, spiega il sito, la maggior parte delle strade erano intitolate a mestieri e professioni della gente che ci abitava, a caratteristiche geografiche o a santi. È vero che dopo il Risorgimento le strade sono state intitolate a eroi del movimento ma come la maggior parte degli eroi noti erano uomini, i nomi maschli delle strade ancora predominavano e la tendenza è continuata quando le strade hanno iniziato a essere intitolate a partigiani/e della seconda guerra mondiale.

Nessuno dice che queste donne largamente sconosciute meriterebbero un riconoscimento. Anita Garibaldi è stata un’eroina in modo indipendente e molte città l’hanno onorata nell’intitolarle na strada o una piazza ma le altre nostre sorelle dimenticate?

Donne famose di ascendenza siciliana come Susan Sarandon, cittadina onoraria di Ragusa, la cantante catanese Caren Consoli e la scrittrice Dacia Maraini (la cui madre era una principessa siciliana) hanno uno svantaggio (sebbene le signore stesse possano non considerarlo tale) quando si parla di nomi di strade: sono ancora viventi. Per la legge italiana una persona deve essere morta da almeno 10 anni prima che una strada possa esserle/gli intitolata e vengono fatte solo rare eccezioni. Questa legge è restrittiva specialmente in una nazione che ha visto enormi cambiamenti nello status delle donne negli ultimi 50 anni.

nell’Italia attuale il 46% delle donne sono impiegate tuttavia la popolazione femminile supera quella maschile nella maggior parte delle città. A Palermo che ha una popolazione di 311.121 uomini contro 344.754 donne solo 239 delle 6.874 strade della città sono intitolate a donne, la maggior parte delle quali erano sante. A Catania che ha una popolazione maschile di 138.041 e quella femminile di 155.417 solo 75 delle 2.172 strade o piazze sono intitolate a donne. Di queste 35 hanno nomi di santi o madonne (cinque a Sant’Agata, patrona della città) e solo un’artista e due scrittrice sono rappresentate. Modica, con una popolazione maschile di 26.671 e quella femminile di 28.525, sta comportandosi abbastanza bene in proporzione con 26 luoghi geografici intitolati a donne incluso un intero quartiere, la Sorda, dedicato a una donna sorda che gestiva là un famoso caffè.

Ora tocca a voi, lettori e lettrici, quali donne – italiane e non – pensate debbano essere onorate nei nomi di strade in una futura Sicilia “streetwise”?

http://www.timesofsicily.com/streetwise-in-sicily/