Accadde…oggi: nel 1910 nasce Traut Streiff Faggioni, di Roberto Incerti

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PARLAVA poco, ma i suoi gesti valevano mille parole. Un secolo fa nasceva la danzatrice, coreografa, insegnante Traut Streiff Faggioni (1910-1994) che è vissuta per oltre mezzo secolo a Firenze ed è stata insegnante di vari artisti toscani fra i quali Paolo Poli, Beppe Menegatti, Maria Cassi, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Gianluigi Tosto, Roberta Gelpi, Paola Del Cucina. Adesso Firenze – in Sant’ Apollonia, dall’ 8 all’ 11 settembre – si ricorda di questa artista che Sieni così rievoca: «Una grande insegnante, rimasta nel segreto, era portatrice di un’ umanità che oramai non esiste più». Della Faggioni invece Marinella Salerno dice: «Molti possono insegnare la danza, lei è stata l’ unica a darti la motivazione del gesto e a spingerti verso l’ intensità». In Sant’ Apollonia ci sarà una preziosa mostra con foto di scena e costumi (a cura di Paola Del Cucina). Sarà poi proiettato il raro documentario Il respiro del vuoto ed esposto il gong usato in un celebre solo degli anni Trenta. Ancora incontri e seminari. All’ inaugurazione sarà presente anche il figlio Ruggero. La Faggioni non amava i giornalisti, rilasciò però a noi – grazie alla mediazione dell’ allieva Costanza Viciani – una delle sue rarissime interviste. Accadde nella sua abitazione in via Guicciardini a fine giugno 1992, a meno di due anni dalla morte. Ci disse: «Rifiutai di parlare anche con una giovanissima Oriana Fallaci che mi aveva corteggiato per molto tempo. Non volevo incontrare i giornalisti per timidezza, ho sempre preferito parlare attraverso la danza». In quell’ occasione l’ allieva Paola Del Cucina spiegò: «Traut sa tirare fuori l’ anima delle persone: riuscirebbe a far ballare anche le pietre». La Faggioni è stata allieva di Martha Graham e la sua danza è stata spesso espressionismo; la sua arte era disciplina, gioia, esattezza, teatro. In più ha cercato di far germogliare la personalità dei suoi allievi. «Ma ho sempre raccomandatodisse ancora in quella intervista – le espressioni del volto, che valgono più della parole. Pensi, una volta, nel ‘ 40, danzai per il centenario della morte di Paganini di fronte a personaggi del regime come Bottai. C’ era l’ obbligo di ballare su note del musicista genovese. Io sfidai tutti e danzai al solo suono di un gong». Poi, per un attimo smise di sorridere, di «danzare» con le espressioni del voltoe confessò: «Sa perché le dico queste cose? Perché ormai non c’ è più tempo per ricominciare».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/31/traut-faggioni.html

https://centenariotrautfaggioni.wordpress.com/about/

http://www.encanto.it/Traut-Streiff-Faggioni.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Traut_Streiff_Faggioni