Con quello sguardo un po’ così, di Frauke Scheunemann, recensione di Daniela Domenici

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Il mondo di noi “bipedi” visto con gli occhi di un cane: già questo potrebbe
stimolare la voglia di immergersi in questo originalissimo libro di Frauke
Scheunemann tradotto magistralmente dal tedesco da Helen Verardo e Maria Pia
Smiths-Jacob e pubblicato da Sperling & Kupfer col titolo, che riecheggia
una nota canzone di Conte, “Con quello sguardo un po’ così”.

Se il cane protagonista è pure un bassotto e se poi, ancora, non è di razza
purissima ma, comunque, porta un nome blasonato e altisonante come Carl-Leopold
von Eschersbach allora capirete che la storia ha davvero una marcia in più,
l’ironia è assicurata e non riuscirete a riemergere dal libro se non all’ultima
delle 272 pagine rimanendo col sorriso stampato sulle labbra  e nel cuore per il lieto fine che il bassotto
Carl-Leopold, che però viene chiamato Ercole dalla sua padroncina Carolin che
l’ha scelto in un canile e che, quindi, ignora la sua storia araldica, ha
contribuito a far sì che accadesse.

Sì perché il fido Ercole-Carl Leopold vorrebbe che la dolce Carolin, che di
mestiere fa la liutaia insieme al suo amico Daniel, avesse un po’ di serenità
in amore dopo la fine del burrascoso rapporto con Thomas e fa di tutto per
trovarle il vero principe azzurro, aiutato in questo dal formidabile
gatto-psicologo Signor Beck che, dopo qualche iniziale malinteso, diventerà il
suo amico del cuore e suo consigliere in quanto conosce noi “bipedi” meglio
dell’inesperto bassotto. Dopo varie peripezie in cui Ercole si esibisce come un
consumato attore di teatro per aiutare Carolin la sua costanza viene premiata
con, appunto, il lieto fine tra Carolin e…non vi dico chi per non togliervi il
piacere di divorare questo divertentissimo libro in cui l’autrice dimostra di
conoscere profondamente la psiche canina e di amare questi animali tanto quanto
la sottoscritta: oggettivamente, però, in conclusione, non facciamo una bella
figura agli occhi di questi nostri amici a quattro zampe, vero Carl-Leopold e
Signor Beck?