In Italia per la prima volta le donne giudici sono di più dei colleghi, di Stephanie Kirchgaessner, da me tradotto e rielaborato

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Sono trascorsi solo cinquant’anni da quando le donne hanno potuto diventare giudici in Italia ma in quella che è stata salutata come una piccola rivoluzione il numero delle donne giudici è maggiore della controparte maschile.

Secondo un report di questa settimana del procuratore capo della corte suprema italiana le donne sono ora il 50, 7% del totale. Il report annuale notava che erano già vicini alla parità ma che il 2015 ha segnato per la prima volta che le giudici per la prima volta sono dominanti.

I giudici devono superare un esame rigoroso che è stato esteso alle donne solo nel 1965. Quell’anno solo 8 donne su 187 candidati furono ritenute idonee per diventare giudici in un concorso per 200 posti secondo una storia delle donne giudici in Italia della non-profit Time for Equality. Il sito del gruppo notava che precedentemente le donne erano state ritenute non adatte per la “difficile arte del giudicare” perché mancanti di equilibrio “per ragioni fisiologiche”.

Per anni solo il 4-5% di quelli che superavano l’esame erano donne fino a che la cifra ha cominciato gradualmente a salire negli anni ’70 e ’80.

Un articolo del quotidiano La Stampa ha notato che questa pietra miliare ha ricevuto poca attenzione dalla stampa. Il cambio di direzione del sistema giudiziario italiano, per riconoscere più giudici che sono donne, giovani e che avanzano sulla base del merito, è particolarmente appariscente visto com’è il tradizionale sistema della giustizia, dice La Stampa.

Ma il ministro della giustizia italiano Orlando ha detto che molto più lavoro va fatto. Mentre ha notato che le donne hanno “finalmente rotto il soffitto di vetro che aveva a lungo impedito l’accesso alle donne agli uffici giudiziari” ha detto anche che molte più donne devono essere elevate a posizioni giudiziari top e che le riforme stanno lavorando per diminuire la discrepanza.

Secondo questo report che un’altra interessante divisione di genere nella corte: la maggioranza, cioè il 69,2%, dei giudici che sono soggetti a procedimenti disciplinari sono uomini.

https://www.theguardian.com/world/2016/jan/29/female-italian-judges-outnumber-male-counterparts