gender revolution, come sta cambiando il concetto di identità sessuale

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Stiamo vivendo una rivoluzione culturale enorme rispetto al gender, che in inglese significa identità sessuale. 10 anni fa sarebbe stato impensabile avere accettazione sociale per chi non si riconosce nel genere assegnatogli per nascita così come non avremmo pensato in chiave di stereotipi o costrizioni le divisioni di colori – azzurro e rosa – di giochi – macchine contro bambole – di sport e così via che invece hanno condizionato la crescita di molte persone. Nella società del XXI secolo il concetto di identità sessuale ha mille riconosciute sfaccettature, non è più così netto e il mondo sta facendo i conti con la crescita di una generazione diversa, che ha voglia di essere accettata e compresa nonostante le opposizioni dei conservatori ancora lontani dall’accettare questo cambiamento sociale. Si tratta della Gender Revolution.

Un documentario, in onda il 31 gennaio alle 20,55 su National Geographic, prova a spiegarla. Il film affronta lo stesso tema del numero di gennaio della rivista che ha fatto scalpore con una bambina transgender in copertina e altre 80 storie dentro. Un’inchiesta sul fenomeno, molto criticata, anche dalla stampa cattolica italiana.

Gender Revolution vede la giornalista americana Katie Couric accompagnare, in un viaggio di due ore, lo spettatore attraverso un concetto, quello di genere, che sta cambiando fisionomia.
Agender, transgender, androgini, genderfluid, genderqueer, intersex, transessuali. Ogni definizione ha un significato e una spiegazione scientifica che la Couric, con l’aiuto di medici, scienziati, sociologi e famiglie cercherà di spiegare a chi è ancora convinto che il mondo si divida fra maschi e femmine.
“Tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio sono molto differenti da me – dice la Couric – cresciute in maniera diversa. Noi siamo spesso intrappolati nel nostro mondo, viviamo una narrativa dettata dalla nostra individuale esperienza, quindi per me solo uscire dalla zona comoda dove ero e imparare qualcosa di queste persone che hanno dovuto affrontare situazioni differenti dalla mia è stato molto educativo”.
Georgiann Davis è un’insegnante di sociologia dell’Università del Texas. E’ un’intersex e la sua esperienza, come quella di tanti altri, è raccontata nel documentario: “Sono nata con il cromosoma YX maschile, ma un difetto nella recezione degli ormoni maschili mi ha fatto nascere donna, con l’apparato genitale femminile, – spiega -. A 18 anni, senza dirmi la verità, i medici, d’accordo con la mia famiglia, hanno rimosso i testicoli che avevo al posto delle ovaie. Allora era la procedura. Quando l’ho scoperto mi sono sentita un fenomeno da baraccone. Ora faccio parte di una comunità, sono un’attivista dei diritti intersex e sono un professore universitario di sociologia”. Quello di Georgiann Davis è solo uno dei casi raccontati in Gender Revolution, interessante viaggio in un mondo ancora caratterizzato da pregiudizi e silenzi.

“Ora le cose stanno cambiando – spiega Katie Couric -. Qualche anno fa un figlio transgender veniva cacciato di casa, lo aspettava una vita di stenti. Ora il fatto che questi ragazzi possano vivere la loro vita, sottolineando con orgoglio le loro differenze anziché doversi nascondere, mi riempie d’orgoglio”. Per la Couric, nemmeno il rigurgito conservatore di questi tempi può fermare questo progresso: “Non si può più tornare indietro. Non saranno certe politiche a far cambiare direzione”.

http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/famiglia/2017/01/30/tv-national-geographic-racconta-rivoluzione-di-genere_2c0fa88a-c0a3-4702-8e60-169300dd6653.html

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