Storie della buonanotte per bambine ribelli, di Elena Favilli e Francesca Cavallo, recensione di Daniela Domenici

 

Mi sono voluta regalare questo libro perché ero sicura che mi sarebbe piaciuto per vari motivi: ha superato anche le mie più rosee aspettative.

Il primo sorriso me l’ha dato lo scoprire che più della metà delle donne le cui storie sono splendidamente narrate da Favilli e Cavallo si trovano nel mio sito perché le ho “scovate” in questi sei anni e le ho tradotte una a una dall’inglese.

Il secondo sorriso del cuore me l’hanno regalato le deliziose immagini che sessanta straordinarie artiste da tutto il mondo hanno creato per le cento donne protagoniste.

Il terzo motivo che mi ha fatto amare questo libro è che nonostante Favilli e Cavallo siano italiane hanno scelto pochissime nostre connazionali, hanno spaziato in ogni continente e hanno incluso anche donne ancora viventi, alcune giovanissime: ottima idea.

Un ulteriore lato positivo la scelta di concludere ogni storia di vita, anche di quelle che si sono concluse tragicamente come, per esempio, quella di Virginia Woolf, sempre con una frase positiva, di speranza, senza mai calcare la mano sulle difficoltà, sulle sofferenze vissute da queste formidabili donne ma mettendo spesso in rilievo il ruolo avuto da molte madri e padri nell’assecondare i loro sogni o nel dar loro la forza di perseguirli contro qualunque tipo di ostacolo.

P.S sono stata una bambina assolutamente non ribelle e alla mia verde età ho deciso di provare a diventarlo, nel mio piccolo, per cercare di realizzare alcuni dei miei sogni nel cassetto.

 

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