Janna Sailor, direttrice d’orchestra, si racconta, da me tradotto e rielaborato

anche se è un po’ lungo vi consiglio di leggerlo fino in fondo: la dolorosa sincerità di Janna può essere d’aiuto per molte donne e bambine. Buona lettura!

Mi chiama Janna Sailor e sono la fondatrice e la direttrice artistica dell’Allegra Chamber Orchestra, un ensemble tutta al femminile per potenziare le donne e le loro comunità attravers la musica.

Sono anche una violinista che si esibisce con varie orchestre in città inclusa la Vancouver Opera Orchestra oltre ai miei progetti da solista e di musica da camera.

Non ho molto tempo libero.

La musica ha avuto un profondo impatto su di me e amo davvero la mia vita e quello che faccio.

Ma non è stato sempre così.

Sono cresciuta in una cittadina di 300 persone, Elbow nel Saskatchewan rurale (nel Canada occidentale NdT).

Crescendo la musica è stata una parte della mia routine quotidiana come lavarsi i denti.

La mia mamma era un’insegnante di pianoforte e le lezioni per me e i miei due fratelli erano obbligatorie.

Solo molto anni dopo ho capito il vero potere della musica, la mia chiamata a crearla e come sarebbe diventata uno strumento per la trasformazione della mia vita.

Crescendo ero timida in modo doloroso.

Non avevo amici/he, parlavo raramente e trovavo che ogni giorno a scuola fosse veramente terrificante.

Vedete, nonostante l’apparenza di un quadro perfetto a un/a osservatore/rice estraneo/a la nostra famiglia era tutt’altro.

Sono stata fisicamente e sessualmente “abused” per tutta la mia infanzia.

Comunque durante tutta la mia vita quotidiana confusa e tumultuosa il tempo di pratica del violino non era più un lavoretto quotidiano, divenne un luogo di conforto, sollievo e fuga.

La musica divenne la mia voce quando non ne avevo letteralmente una.

All’età di 13 anni fui accettata in un’orchestra giovanile che divenne velocemente un luogo di appartenenza, di autoespressione e di salvezza per me. Era un’adolescente problematica e “bullied” e lasciai la scuola superiore e non ci tornai più. Le prove con l’orchestra erano veramente l’unico luogo dove mi sentissi accettata, felice e a casa.

Il potere dell’orchestra intorno a me mi portava uno splendido senso di libertà, gioia e un senso del mio proprio potere personale nel contribuire a essa.

Comunque l’economia familiare non andava bene e presto i miei genitori non poterono più pagare le mie lezioni. Ero determinata a continuare gli studi e iniziai a lavorare pulendo le case e come cameiera in un motel locale. Poiché non andavo più a scuola a 13 anni potevo lavorare a tempo pieno. Tornavo a casa esausta dopo una giornata di lavori di pulizia ma volevo passare del tempo con il mio violino e allora suonavo fino alle prime ore del mattino. Ho fatto questo per anni.

In qualche modo, profondamente, sapevo che la musica era la mia d’uscita dalle circostanze del momento, ero un’adolescente “abused”, depressa e tendente al suicidio. Le lotte quotidiane e l’agitazione erano molto prevalenti nella mia vita, il futuro non sembrava molto promettente.

E le persone mi mettevano in guardia dicendo che non frequentare la scuola avrebbe limitato le mie opportunità di carriera e il mio futuro. In una piccola città era come se non ci fosse fuga dal ciclo di povertà e disfunzione.

Finchè un giorno a 16 anni un amico stava andando a fare un’audizione in una scuola di musica e decisi di andare anch’io. Feci una lezione con il/la responsabile del corso di violino che finì con l’essere un’audizione informale. Quel giorno fui accettata al loro programma di spettacoli.

La mia vita cambiò drasticamente in un istante.

Dopo 3 anni di pulizia di case mi trovavo a essere una studentessa a tempo pieno in una scuola di musica nonostante il fatto che non avessi un diploma di scuola superiore.

Per me era una miracolo.

La musica mi aveva letteralmente tirato fuori da una situazione problematica e non sana e aveva creato il tempo, lo spazio e le risorse per me per crescere, fiorire e iniziare il processo di emergere come persona e come la musicista che si supponeva che fossi.

Creavo musica ogni giorno e per la maggior parte ero libera dalla costante disfunzione della mia vita familiare. Per me l’università era il paradiso.

Non era comunque facile.

Ero assente da scuola da tanto tempo e come studentessa dovevo mantenere un GPA 3.9 i gaps nella mia istruzione erano evidenti. Mi sentivo come se dovessi studiare sempre due volte più duramente degli altri. Dopo 4 anni alla fine mi sono diplomata a 20 anni.

Comunque le lunghe ore di pratica per le numerose competizioni e audizioni avevano provocato danni significativi ai nervi e quando mi diplomai non ero più in grado di suonare. L’unica cosa su cui potevo contare e che mi aveva fatto andare avanti non la potevo più fare. E sfortunatamente i modelli di infanzia in cui ero cresciuta mi seguirono nella vita adulta.

Non sapendo come mantenermi mi sposai subito dopo la fine della scuola e finii direttamente in una relazione dsfunzionale, controllante e “abusive”. Ero di nuovo dove avevo cominciato.

Ci sono voluti anni per curare il mio corpo e imparare di nuovo a suonare il violino. Nonostante il progresso nel mio suonare il mio matrimonio era diventato sempre più insopportabile e pericolos. Dopo che la mia vita era stata minacciata varie volte alla fine me ne andai.

Presi il mio violino, il mio abito preferito e i miei abiti da orchestra.

Non avevo soldi o un posto dove vivere e la musica era letteralmente l’unica cosa che avessi.

Una volta ancora lei fu la mia via d’uscita da una situazione d’inferno.

Negli anni seguenti suonai in innumerevoli concerti indossando quell’abito, continuai la mia istruzione e andai a una grad school, iniziai a suonare con varie orchestre e ricostruii la mia vita. Una volta ancora mi sentivo libera, potente e felice facendo musica ogni giorno. La musica mi dava la fiducia che non sapevo di avere.

La presenza della musica nella mia vita mi ha permesso di superare le circostanze che mi hanno travolto e limitato. Ho scoperto che nel creare musica avevo l’opportunità di avere una percezioen della mia forza e di superare i miei ostacoli percepiti.

La musica mi ha mostrato il mio lasto migliore, peggiore, più tenero e compassionevole e gli aspetti più vulnerabili di me. È una forza misteriosa e potente e l’influenza della musica nelle nostre vite non può essere sottostimata. Come tale l’educazione musicale e l’accesso a essa merita la nostra protezione, il nostro patrocinio e un posto d’onore e di rispetto nella nostra società. L’influenza di insegnanti, mentori e dei/lle direttori/rici della mia giovane orchestra ha cambiato profondamente la mia vita.

Le abilità e la perseveranza che ho imparato nelle aule e sul palcoscenico mi sono servite anche in altre aree della mia vita.

Quando insegniamo musica non stiamo insegnando solo una forma d’arte ma un altro modo di essere, di interagire e di creare consapevolmente il mondo intorno a noi.

Sebbene le circostanze della mia vita siano state meno che ideali mi hanno portato a dedicare la mia carriera alla musica e al suo servizio e a creare le opportunità per altre di sperimentare il suo potere unificante. Questa è stata la mia motivazione nel creare un’orchestra con uno scopo sociale: donne che potenziano altre donne attraverso la musica.

La creazione di Allegra è una parte della mia personale missione di potenziare e migliorare le vite di donne e bambine che lottano e hanno sperimentato circostanze simili alle mie.

La musica è una forza universale e multiforme che porta con sé guarigione e capacità che trascendono lingue, culture, ceti sociali, gender e barriere religiose. Come tale è il veicolo ideale per la trasformazione sociale, la comunicazione significativa e i cambiamenti di forte impatto.

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