Dieci anni nel paese delle meraviglie, di Alberto, Lapo e Niccolò Ferrarese, Phasar Edizioni, recensione di Daniela Domenici

Già dal titolo che vuole parafrasare la celebre e immortale opera di J. M. Barrie e dalla deliziosa copertina possiamo pregustare cosa avremo il piacere di leggere in questo saggio dalla mole non indifferente; il sottotitolo ce lo spiega meglio: “la pubblicità per la Linea Gig dal 1976 al 1986.

Purtroppo la sottoscritta in quegli anni era già alquanto “oltre” l’età per apprezzare quello che la linea GIG ha prodotto per bambine e bambini in quegli anni (mio fratello, invece, ci ha giocato…) ma leggere questa deliziosa cronistoria scritta da Alberto Ferrarese che è stato l’artefice, insieme al suo team della Phasar qui a Firenze, delle campagne pubblicitarie mi ha fatto conoscere quei giocattoli nei dettagli attraverso gli occhi di chi è riuscito a mescolare la sua grande passione per la musica, il suo animo bambino da Peter Pan e la sua preparazione universitaria specifica.

Alberto Ferrarese, con l’aiuto dei suoi due figli Lapo e Niccolò, ha ripensato a quei dieci anni e ha dato vita a questo volume in cui ripercorre “la storia di quelle pubblicità, di quei giocattoli e soprattutto delle dinamiche umane e professionali tra i vari protagonisti di quel tempo”: Playmobil e Fiammiferino, Diaclone e i Micronauti, Pelocaldo e Transformer e tanti altri ancora hanno allietato l’infanzia di tante bambine e bambini, tra cui gli stessi figli dell’autore che erano spesso i primi a testare la validità del nuovo giocattolo su cui il padre e la sua Phasar, creativa e professionale, dovevano creare la campagna pubblicitaria su Topolino e sulle prime tv locali. È stato come, dice Ferrarese nell’epilogo, un “nostalgico ma divertente viaggio a ritroso nel tempo…dieci anni speciali, irripetibili, imprevedibili, coinvolgenti…raccontando un mondo che non c’è più…”: da parte di una “vintage”, che ha la stessa anima bambina dell’autore, grazie.

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