accadde…oggi: nel 1924 nasce Ida Presti, di Anne Marillia

nacque a Parigi il 31 maggio 1924 da un padre francese e una madre siciliana. All’età di sei anni
suo padre le mise in mano una chitarra. Il padre non era chitarrista ma era un grande ammiratore
di Segovia. Tutti i giorni dava alla bambina uno spartito differente e Ida da sola si sbrigava
tutti i problemi tecnici della chitarra. Dimostrò subito un talento prodigioso. A questo proposito c’è
un aneddoto divertente: il mattino il padre le dava la partitura e poi si spostava in un’altra stanza.
Ida leggeva una volta la musica, poi metteva sopra lo spartito dei fumetti e, leggendoli, continuava
intanto a suonare a memoria il brano musicale.
Con un talento così fenomenale, Ida diede il suo primo concerto a otto anni e mezzo e il primo
grande recital alla sala Pleyel di Parigi a dieci. Comincio a registrare il primo disco a undici.
Raggiunse un grande successo già prima della guerra, anche con Yehudi Menuhin: fu ascoltata
dal Presidente della Repubblica. Invitata negli Stati Uniti, purtroppo perse il padre a soli tredici
anni. Si trovò giovanissima capo-famiglia a provvedere al sostentamento della madre e della
sorella.
Con gli insegnamenti del padre il modello era Andrés Segovia: per fortuna appena prima della
morte del padre fu portata per un’audizione dal Maestro, il quale la fermò subito chiedendole di
quale consigli avesse bisogno e, al termine dell’ascolto, dicendole di non dar mai retta a consigli
di alcuno perché non ne aveva bisogno.
Durante la guerra e l’occupazione [tedesca] la vita per Ida Presti fu molto dura: la situazione era
ovviamente precaria perché la vita artistica e culturale in Francia era estremamente ridotta.
Subito dopo la guerra il miglioramento fu anche dovuto ad Alexandre Lagoya, il quale aveva
deciso di giungere in Francia dall’Egitto per sviluppare la sua carriera di chitarrista e proprio dopo
aver sentito della bravura di questa giovane chitarrista e sperando di incontrarla per raggiungere
il successo.
Il loro incontro fu straordinario (anche il Maestro Lagoya era un bambino-prodigio, in carriera dall’età
di tredici anni) e ciascuno decise di rinunciare gradualmente alla propria carriera solistica
per formare il duo Presti-Lagoya. Da quel primo incontro non si lasciarono più. Il duo ebbe subito
una particolarità: le due personalità non si misuravano in un rapporto maestro-allievo, con un
rapporto ineguale. Decisero di lavorare su un rapporto paritario fra le due chitarre, cosa insolita
fino a quel momento. Svilupparono quindi il repertorio: Lagoya approntò un gran numero di trascrizioni,
Ida Pesti si diede alla composizione ed entrambi sollecitarono i grandi compositori contemporanei
per l’arricchimento di un nuovo repertorio originale, fatto anche di concerti per due
chitarre e orchestra. I più grandi Autori scrissero per il loro duo: Jolivet, Petit, Castelnuovo-
Tedesco, Rodrigo e molti altri.
Diedero inoltre grande importanza all’insegnamento. In particolare fondarono una vera e propria
scuola francese della chitarra. Prima presso la Schola Cantorum di Parigi, poi con un’Accademia
internazionale in Nizza ed infine con la cattedra al Conservatorio Superiore Nazionale di Parigi
assegnata a Ida Presti proprio prima della sua morte e quindi occupata da Alexander Lagoya.
Ida Presti morì improvvisamente e prematuramente durante una tournée di concerti negli Stati
Uniti all’età di 42 anni, probabilmente a causa di una visita medica inaccurata.
Adesso qualche nota sulla personalità di Ida Presti: era uno spirito geniale. A Nizza, ad esempio,
noi allievi abbiamo più volte verificato che qualsiasi tipo di partitura messa davanti a Ida
Presti veniva subito decifrata ed interpretata alla chitarra in modo prodigioso. Certamente le
cose che più colpivano nel suo talento erano la profondità dell’interpretazione, la bellezza del
suono e del fraseggio e l’intensità del suo vibrato. L’ambiente musicale le riconosceva una personalità
ricca e forte: aveva un’inclinazione mistica molto forte, a dodici anni aveva letto un testo
Hare Krishna e da quel momento aveva sempre ricercato una religiosità intima. Con Tagore diceva:
“voglio che la mia vita sia semplice e diritta come un tubo vuoto perché Dio lo possa riempire
di musica.” Il suo modo di intendere la chitarra era di suonare per avvicinarsi a Dio. Si era tal-
mente avvicinata al misticismo da amare tutto il creato, con le parole di San Francesco d’Assisi:
“mio fratello l’usignolo, … “. Non vorrei finire senza ricordare le parole che mi disse prima di morire:
“ricordati che la morte è la messaggera dell’infinito “. Nonostante sia stato grande il dolore
della separazione, vorrei concludere con una frase della grande scrittrice Marguerite Yourcenar:
“Non bisogna piangere perché qualcosa non c’è più, ma bisogna ridere perché c’è stato”.

http://ilponticello.informe.com/forum/i-miti-della-chitarra-f16/ida-presti-1924-1967-t16.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Ida_Presti

http://www.suonolachitarra.it/blog/ida-presti.html

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