accadde…oggi: nel 1919 nasce Ginette Neveu

Si dice che su quell’aereo, schiantatosi per la nebbia contro una montagna delle Azzorre nel 1949, abbiano ritrovato il suo corpo senza vita abbracciato al suo Stradivari; la trentenne ma già celebre violinista Ginette Neveu si stava recando col fratello pianista a fare l’ennesimo tour, ad una sola settimana dal concerto alla Salle Pleyel di Parigi.

Non ci occupiamo frequentemente di questa rubrica, che presenta interpreti “storici” e quindi già sufficientemente noti al grande pubblico; dedichiamo però qualche riga a questa importante protagonista della scena musicale internazionale del secolo scorso; Ginette Neveu nasce nel 1911 da famiglia di musicisti: pronipote di Charles-Marie Widor (celebre organista), la madre sarà la sua prima maestra, mentre il fratello Jean-Paul diverrà un ottimo pianista che la accompagnerà frequentemente nei suoi concerti; la prodigiosa bimba suona il violino con intensità e decisione, e nelle sue prime esibizioni interpreta, a soli sette anni, il Concerto in mi minore di Mendelssohn e il Primo Concerto di Bruch.

Approdata al Conservatorio di Parigi, Ginette studia con Nadia Boulanger e Georges Enesco; ad undici anni vince il suo primo premio, e dopo qualche tempo il violinista ungherese Carl Flesch le offre le sue lezioni; sarà proprio lui ad introdurla, nel 1935, al celebre Concorso Wieniawski di Varsavia, che Ginette vince su 180 concorrenti; al secondo posto un certo David Oistrakh (!).

Dopo questo successo la Neveu sarà applaudita in Polonia, Germania, Unione Sovietica, Canada e Stati Uniti; la guerra interrompe bruscamente questa carriera, che riprenderà, con concerti ed incisioni discografiche, subito dopo la fine del conflitto mondiale; nel ’45 la violinista ha a Londra un successo trionfale, nel ’47 fa ritorno in America e nello stesso anno suona e Praga, in Australia e in Sud America; gli States saranno ancora sua destinazione negli anni seguenti, e lo saranno anche, per l’ultima volta, nel suo viaggio aereo dell’ottobre del ’49.

Nella discografia della Neveu troviamo opere di Beethoven, Brahms, Chausson, Debussy, Falla, Strauss; il suo lavoro discografico dedicato alle musiche di Ravel e di altri compositori francesi vincerà, postumo, il Grand Prix du Disque nel 1950.

L’approccio della musicista era di tipo fortemente intellettuale, analitico e niente affatto impulsivo ed emozionale, pur se ricco di espressività; il modo di presentarsi al pubblico di Ginette, non propriamente bella ma molto affascinante e carismatica, incuteva un istintivo rispetto; in lei intonazione, precisione, controllo estremo si uniscono ad un profondo calore.

A chiarire l’importanza della Neveu tra gli interpreti del suo tempo basteranno due illustri giudizi; il violoncellista Pablo Casals la definì “una delle grandi rivelazioni musicali di tutti i tempi, con una tale perfezione, equilibrio, gusto artistico, fuoco ed abbandono che riempiono di ricchezza tutte le sue interpretazioni”; il direttore Eugene Ormandy, disse che Ginette Neveu fu “una delle più grandi violiniste mai vissute, ed uno dei più grandi interpreti del nostro tempo”.

La prima incisione discografica di Ginette Neveu, in duo col pianista Bruno Seidler-Winkler, risale al 1938 (la musicista francese aveva quindi 27 anni); possiamo oggi ascoltarne un estratto significativo, cioè due brani dai “4 pezzi per violino e pianoforte” del compositore cecoslovacco Josef Suk.

Al novembre del 1945 risale la registrazione del Concerto di Jan Sibelius; con la Neveu la Philharmonia Orchestra, allora di recente formazione, e il direttore Walter Susskind; si racconta che, alla fine delle estenuanti sedute di incisione, collo e mento della violinista quasi sanguinassero; questa intensa interpretazione della violinista francese è rimasta per certi versi ineguagliata ed è comunque di grande attualità interpretativa.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Ginette_Neveuginette neveu

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