Aria e fuoco, di Tiziana Mignosa

 

Come l’ordito che s’intreccia alla trama

e l’arazzo divino disegna

tra aria e fuoco

è stata subito danza

Entrando dentro al bosco

la bimba dal cappuccio rosso

ha incontrato il suo fato

Cacciatore col sacco

che straripa di esche scintillanti

sul sentiero della verifica

il sasso tranello ha lasciato cadere

Perfetto

nella sua imperfezione terrena

a inchiostro si compie così

l’antico disegno stilato

Ben presto però

il perfido lupo vestito da Angelo

si slaccia le ali

e da ostile e bieco individuo

(amico incompreso)

le male odoranti viscere mostra

Ma il punto di vista è un varco

che tra terra e cielo fa spola

e così anche il “colpo di grazia”

inferto sulle ferite ancora a finestra

si fa solamente “grazia”

che dapprima stende

ma subito dopo innalza

Terremoto più forte

che a briciole rende

 quel poco che resta

del misero castello alzato

Per questo

la bimba inghiottita

smarrendo per sempre una parte di sé

più bella e più forte di prima

al mondo ritorna

tiziana mignosa

gennaio duemiladiciassette

Note: Anche la notte più buia ha in sé il magico seme di un giorno migliore. Mai fermarsi all’apparenza delle cose; non ci sono cattivi e buoni ma solo ruoli che si scelgono. Oggi però, più di ieri, l’ombra si veste di Luce e questo per far sì che noi avessimo l’opportunità di verificare attraverso l’esperienza compiuta il livello di consapevolezza raggiunto. Vedere chi ci fa del male non più semplicemente con gli occhi terreni ma con quelli più ampi dell’Anima consente di fare un passo avanti verso l’evoluzione e a non ripetere più lo stesso errore. I nostri peggiori nemici terreni in effetti non ci vogliono male, come crediamo, sono Angeli che stanno semplicemente adempiendo a un piano precedentemente stilato insieme affinché imparassimo, attraverso quell’esperienza, quella specifica lezione.

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