Fuori dalla gabbia che m’ha vista languida di vita, di Tiziana Mignosa
Dentro un tempo già vissuto
l’altra sera mi sono lasciata scivolare
sull’inaspettato dono
che di gusto
il calar della notte
ha reso un’altra volta nuovo
Ed è così che mentre
l’estate la magia sulla pelle mi soffiava
ho riafferrato ogni momento già provato
e calde sono state anche le luci
che insieme al paesaggio
di delizia i sensi m’hanno fasciato
Come il sale
che nelle pietanze
nel giusto il sapore forgia
così è la consapevolezza quando
sbocciando di sé modella e leviga
ogni aspetto che l’esistenza crea
Fuori dalla gabbia
che m’ha vista languida di vita
ogni accadimento è regalo da scartare
e ciò che a suo tempo m’è sfuggito
adesso
mi concedo il lusso d’afferrare
E così la luna
che dalla densità del centro
si dirada nei suoi lunghi raggi bianchi
i vicoli allontanandosi dal fulcro
gli schiamazzi sempre più assottigliano
fino a mutarli in onde di dolce quiete
Il desiderio così il passo indossa
mentre gli odori si miscelano vivaci
a visioni terrene e spumeggianti fantasie
mani e abbracci nel silenzio fluttuano
e di Gioia scandiscono
arabeschi colorati sul presente
Come preziosi vasi
che di vino ardente
traboccano effervescenti
si colmano anche i miei occhi
e ogni senso ha la sua dose
che straripa di piacere
Avvolta nella quiete della notte
anche la rocca ventilata
al mondo il suo segreto cela
mentre la luna sulla pelle
un’altra volta ancora la sua nenia
dolcemente soffia
tiziana mignosa
aprileduemiladiciassette
Note: l’esistenza regala costantemente doni invisibili, che io Amo chiamare “magici”, molto spesso non ce ne accorgiamo nemmeno ma quando accade viviamo anche solo per un attimo nel “per sempre” in quello spazio sacro fuori dal tempo dove ogni cosa è possibile