Giovanna detta anche Primavera, al Teatro della Tosse di Genova, recensione di Daniela Domenici

 

Purtroppo non sempre i teatri azzeccano nell’ospitare compagnie e spettacoli non di loro produzione; mi è capitato negli anni scorsi a Firenze e prima ancora in Sicilia, fortunatamente ben poche volte, e mi è successo per la prima volta (e spero che sarà l’unica) questa sera a Genova al Teatro della Tosse che ha un cartellone denso e molto interessante (che mi vedrà molto spesso presente come recensora) ma che con questo spettacolo ha purtroppo, secondo me, fatto flop.

Avrei potuto evitare di scrivere la recensione, come ho fatto, erroneamente, in quelle poche volte che lo spettacolo non ha incontrato il mio gusto negli anni passati ma una formidabile attrice, mia cara amica, mi ha insegnato che devo parlarne comunque mettendo in evidenza gli elementi per me non positivi perché serve a loro, attrici, attori e registi/e per capire gli eventuali errori ed eventualmente correggere il tiro.

E allora, seppur a malincuore, parlo dello spettacolo di stasera che ho scelto di andare a vedere perché parlava di Sardegna e che, invece, mi ha profondamente deluso; peccato perché i tre giovani protagonisti, Valentino Mannias, Luca Spanu e Giaime Mannias, hanno delle potenzialità, soprattutto la splendida voce di uno di loro e gli strumenti musicali che sanno suonare ma questo non basta a creare uno spettacolo buio, triste, lento, per metà parlato in dialetto sardo stretto, quindi incomprensibile, e un’altra metà in napoletano altrettanto stretto. Non ha una trama, non si capisce perché le voci debbano essere fuori scena e con il palcoscenico totalmente buio invece che davanti al pubblico e con le luci accese e, ciliegina sulla torta, non si comprende perché Giovanna debba essere interpretata da un uomo. Pare che abbia vinto un premio, mi fa piacere per questo, ma mi chiedo, a questo punto, su che basi vengano attribuiti.

Mi dispiace aver scritto questa recensione ma mi è sembrato giusto farlo per rispetto di tutte/i coloro che fanno Teatro con la T maiuscola.

 

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