accadde…oggi: nel 1913 nasce Micol Fontana, di Giorgio Dell’Arti

Traversetolo (Parma) 8 novembre 1913 – Roma 12 giugno 2015. Stilista. Con le sorelle Giovanna e Zoe creò lo storico marchio di alta sartoria “Sorelle Fontana”. La notorietà arrivò nel 1949, grazie alla creazione dell’abito da sposa per le nozze di Linda Christian e Tyrone Power. Un anno dopo conquistarono l’estero, diffondendo il made in Italy, con abiti indossati dalle più grandi attrici del secolo scorso.
• A proposito dell’abito per la Christian: «Fu lei a organizzare nel 1950 il nostro primo defilè di alta moda in America. E io fui la madrina di battesimo di sua figlia Romina».
• «Nel suo atelier ha vestito tutte le dive della Dolce Vita, da Ava Gardner a Audrey Hepburn, da Grace Kelly a Jackline Kennedy» (Paola Pisa).
• Ha raccontato che l’abito di Anita Eckberg nella celebre scena de La dolce vita lo realizzarono, lei e le sorelle, copiando quello di un cardinale [Maurizio Porro, Cds 27/7/2009].
• Tra le sue creazioni «il vestito da sera in crepe di lana e seta nera realizzato per Liz Taylor (1954), l’abito redingote “talare” di lana e seta nera con bottoncini rossi detto anche “pretino”, indossato da Ava Gardner nel 1955, l’abito taffetas di seta e tulle, color bianco ghiaccio, per Rita Hayworth (’50). E c’è pure l’abito in tulle pieghettato con ricami in cristalli di Boemia per Audrey Hepburn che risale al 1953» (Cds).
• «È nata a Traversetolo, nel parmigiano, dove il padre Amabile, piccolo imprenditore edile, aveva costruito la chiesa del paese. La prima volta che mise piede negli Stati Uniti era il 1951, per una sfilata a Hollywood organizzata da Linda Christian e Tyrone Power. Aeromobile Alitalia a elica, svariati scali, cuccette a bordo, un seguito di trenta valigie di vestiti. Per Linda, la maison aveva appena realizzato il celebre abito da sposa che l’attrice indossò in chiesa, a Roma. Strascico di cinque metri e passa, sotto cui si nascose un paparazzo ante litteram che eluse così l’esclusiva concessa a una rivista, superando nascosto nel tulle la soglia del sagrato. Fu il primo lungo passo oltreoceano della moda italiana. Sarebbe seguito il cosiddetto rinascimento dello stile italiano. “Per meglio dire nascita, perché per vedere il nostro stile ammirato oltre confine bisognava tornare al tempo di Leonardo, Dama con l’ermellino e dintorni”. Due matrimoni. Il primo con un traversetolese, importato a Roma in gioventù e cacciato quando pronunciò un imperdonabile “tu mi hai sposato e tu mi devi mantenere”. Il secondo con uno studente di medicina, dieci anni più giovane, conosciuto a Roma, previo annullamento del primo vincolo da parte della Sacra Rota per vizio di consenso. Tra una trasvolata a New York e l’altra a Parigi, anche il secondo matrimonio va a rotoli. Disgrazia ben più sentita, la morte della figlia, l’amatissima Maria Paola, avuta dal primo marito. Si prese il tifo negli anni Cinquanta sulle spiagge della Calabria. “Di noi tre” dice, “nessuna era brava a disegnare”. La loro maestria stava nel drappeggio e nel ricamo. Ghirigori, labirintiche fantasie di perline che fecero la loro fortuna. Se c’era da fare un vestito per una serata il giorno successivo, non si poteva dire di no. Le modelle allora erano fachiri in grado di restare immobili per ore. Veglie consacrate alla religione del lavoro. Le Fontana sono una famiglia di sarte da due secoli. Nei primi del Novecento mamma Amabile mise in piedi un laboratorio a Traversetolo, in via Fanfulla. La prima delle tre sorelle a tentare la sorte fu Zoe che si trasferì a Parigi. Non sfondò, ma le rimase la voglia di tentare il grande salto. “Parma” dice Micol, “non venne nemmeno presa in considerazione”. Come tutte le figlie femmine, quando in famiglia mancano maschi, avevano ricevuto un’educazione non timorosa. “Andammo in stazione con le valigie, io Zoe e Giovanna. Che rischio c’era? Se le cose non avessero preso il verso giusto saremmo tornate e ci aspettava la sartoria di mamma. Ma il nostro destino non era quello di cucire gli abiti per la moglie del maresciallo del paese”. Direzioni possibili Roma e Milano. Arrivò il treno per Roma e quello le tre sartine presero. Trovarono subito lavoro. Varie maison e poi un laboratorio in proprio. C’era la guerra. Mamma e papà le raggiunsero presto. I due avevano messo a coltivazione dei terreni a Prima Porta, che allora era campagna. “Coi soldi ricavati dalla vendita dei prodotti dei campi compravamo stoffe”. Un modello agroindustriale» (Antonio Armano).
• Per i suoi 100 anni il sindaco di Roma Ignazio Marino ha organizzato festeggiamenti nella sala dell’Esedra, in Campidoglio, con una gigantesca torta a forma di abito da sera che riproduceva quello che lei fece per Liz Taylor nel 1954.
• Ha scritto i libri Specchio a tre luci (1991) e Vivere con eleganza in ogni occasione (1997), manuale che insegna l’armonia nella vita e nel guardaroba.

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