Un esempio di ottima sanità genovese, resoconto di Daniela Domenici

Come chi mi segue sa da tempo ogni volta che mi capita di vivere sulla mia pelle un esempio di ottima sanità ospedaliera sento il dovere e il piacere di raccontarvelo; l’ho fatto quando vivevo in Sicilia, poi nei miei anni toscani e ora inizio a Genova.

Oggi mi è capitato, per un piccolo incidente accadutomi involontariamente ieri sera, di decidere di recarmi, per la prima volta, all’ospedale che c’è a Sestri Ponente, in cima al viale Canepa: l’Antero Micone.

Il calore e la disponibilità all’accettazione prima al triage e poi al reparto specifico, la velocità e l’efficienza nonché l’umanità durante le indagini diagnostiche subito decise e messe in atto mi hanno colpito a tal punto che ho sentito l’esigenza di parlarvene.

Nei miei quasi dodici lustri di vita sono stata in ospedale, per brevi o lunghi periodi, varie volte e ho imparato a osservare, a rispettare e ad amare il lavoro che compiono coloro che ci lavorano come medici/he e come infermieri/e e ogni volta mi ripeto sempre la stessa frase “avresti dovuto studiare medicina…”, chissà come sarebbe stata la mia vita se avessi seguito quella strada…

Poi oggi pomeriggio sono andata, per completare l’indagine diagnostica, al pronto soccorso di un un altro nosocomio genovese, quello di Villa Scazzi, e anche lì mi è capitato di incontrare una deliziosa, e professionalissima, medica con cui ho scherzato per qualche momento per alleggerire il suo impegno quotidiano con la medicina d’urgenza.

Come primo impatto con la sanità ospedaliera genovese non posso proprio lamentarmi…

 

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