Questa sera si recita a soggetto, al Teatro della Corte di Genova, recensione di Daniela Domenici

La più rivoluzione commedia di Luigi Pirandello, scritta nel 1929 durante il suo volontario esilio a Berlino, è arrivata ieri a Genova al Teatro della Corte, una produzione del Teatro Stabile di Bolzano per la perfetta regia di Marco Bernardi, le splendide scene di Gisbert Jaekel, i costumi di Roberto Banci e le luci di Massimo Polo.

Traggo dalla brochure di sala “Una prepotente interazione tra suoni, luci, colori e passioni elementari dove alla fine trionfa la magia del teatro. Un capolavoro di caos organizzato, un testo spiazzante, moderno e antico allo stesso tempo…”: in queste parole c’è, in sintesi, la bellezza di questo testo, il suo essere sempre attuale, l’incantesimo che crea e che avvolge, che fa sorridere, riflettere e commuovere; e ieri sera il formidabile cast, dislocato dovunque nel teatro e “capitanato” da Patrizia Milani e Carlo Simoni, è riuscito a regalare questa magia al numeroso pubblico presente che ha tributato prolungati e meritatissimi applausi.

Inizio i miei personali complimenti a Patrizia Milani che dà vita a una “Generala” credibilissima, energica e dominante sulle quattro figlie e non solo, bravissimo Giampiero Rappa nel ruolo, non facile, del “Direttore”, formidabile Corrado D’Elia in quello dello spasimante, e poi marito, della figlia maggiore Mommina, una straordinaria Irene Villa. Bravo Carlo Simoni (che rimane nei miei ricordi di bambina per il suo ruolo nello sceneggiato televisivo “I fratelli Karamazov) a interpretare l’ingegner “Sampognetta”, il marito della Generala, succube delle cinque donne di casa, un uomo che ispira tenerezza e tanti sorrisi per la sua goffaggine.

Si replica fino al 10 dicembre, lasciatevi incantare…

http://www.italianotizie.it/2017/12/07/questa-sera-si-recita-soggetto-al-teatro-della-corte-genova/

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