Mistero buffo, al Teatro Duse di Genova, recensione di Daniela Domenici

Avrebbe potuto scegliere di annullare lo spettacolo la sera della prima, il 9, quando gli è venuta la sindrome di Bell, cioè l’emiparesi del viso, e invece Ugo Dighero ha dimostrato di avere un raro e commovente rispetto del suo pubblico decidendo di mettere in scena, nonostante tutto, il suo “Mistero Buffo” di cui è anche regista.

Inizio dalla fine: dieci minuti di calorosi, e meritatissimi, applausi conditi da “bravo” hanno concluso la sua straordinaria performance, nella mia carriera di recensora uno spettacolo nello spettacolo alquanto raro.

Ugo Dighero ha scelto di interpretare due tra i brani più celebri del premio Nobel Dario Fo, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” tratto dal vangelo apocrifo proto Matteo e “La parpàja topola” che è ispirato a un malizioso fablieux del 1100: con un ritmo incalzante e interpretando contemporaneamente tutti i personaggi Dighero ci ha mostrato tutta la sua capacità attoriale mescolando, con apparente naturalezza, un mix di dialetti padani e il “grammelot”, il linguaggio inventato da Dario Fo. “Per interpretare Mistero buffo bisogna fare ricorso a tutte le tecniche, usare le maschere della commedia dell’arte” dice l’attore che ci ha spiegato i due brani prima di interpretarli ammantandoli poi di pura, struggente poesia colorata da un’ininterrotta straordinaria ironia. È stato anche un incredibile tour de force fisico che Dighero ha affrontato con una leggerezza quasi naturale e alla fine, per ringraziarci dei prolungati applausi e ancora non stanco, ha interpretato una poesia sulla guerra in rima baciata in cui ha confermato la sua straordinaria versatilità attoriale. Grande!

Si replica fino al 14, lasciatevi ammaliare dal Mistero Buffo di Ugo Dighero!

http://www.italianotizie.it/2018/01/12/mistero-buffo-al-teatro-duse-genova/

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