benvenuto silenzio! di Loredana De Vita

E allora te lo chiedi. E’ la solitudine la condanna per le persone serie? Ma è poi davvero una condanna? In solitudine rifletto e osservo che non voglio essere come quelli che si agitano per farsi vedere, che fanno rumore per farsi sentire, che mentono per farsi ascoltare. Nella solitudine imparo la perseveranza e la tenacia di chi non ritiene se stesso una merce o un prodotto, di chi conserva una visione aperta all’altro e non esclusivamente auto diretta. E’ triste notare come il pensiero per l’altro si esaurisca e svanisca, per molti, per troppi, dinanzi al pensiero di sé, per sé. Eppure accade, anche se ben poco di nuovo poi resta nello sguardo omologato di chi cerca ovunque solo il bene per sé. E allora me lo chiedo. Dove mi pongo io? In quale anfratto smarrito la mia anima potrà trovare il coraggio di esistere ancora e di ridere dinanzi all’estremo egoismo e all’estremo vuoto di chi si accontenta del momento falso e visionario che gli fa credere di esistere mentre a ogni sorriso simulato la sua fiamma, in realtà, si spegne? Cerco allora il respiro nel pensiero e nei libri, nelle parole scritte e ascoltate, nel sorriso di chi sa ancora cogliere la bellezza delle cose semplici, di chi la bellezza sa curarla e accarezzarla e nutrirla dal di dentro. E allora sono certa che tutto questo potere conferito alla visibilità rende schiavi. Non sembra importante chiedersi per che cosa farsi vedere, purché ti si veda. Non è importante che la tua visibilità conservi le caratteristiche di riservatezza, discrezione, lealtà, pudore, onestà, dignità che avresti dovuto coltivare nel tuo cuore e in tutto il tuo essere. La menzogna, l’indiscrezione, la violenza e l’aggressività con cui agisci, diventano esibizioni del tuo potere di visibilità. Io non posso accettarlo, come potrei? Come si può scendere a patti con se stessi e vendere la propria essenza al mercato dell’apparenza pur di essere visibili? Vendere la ragione stessa del proprio vivere, contraddire se stessi e le proprie scelte, vagare da una cosa all’altra senza senso come trascinati dal proprio apparire e perdersi… sì, perdersi perché si diventa poco limpidi, ci si priva della profondità del proprio essere, si piega il proprio onore ai burattinai del potere, si fa di se stessi dei me-logo senza spessore… No. Benvenuta onesta solitudine! Benvenuta ricerca di senso! Benvenuta passione onesta per la vita e per le persone! Benvenuto silenzio nel quale maturo ed esperisco il profondo.

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