accadde…oggi: nel 1922 nasce Concetta Barra, di Cristiana Anna Addesso

Concetta Barra nasce a Procida l’11 febbraio 1922. Se si eccettuano alcune giovanili esperienze come cantante assieme alle sorelle (il gruppo “Vittoria”) e brevi apparizioni assieme al marito Giulio, il vero debutto di  Concetta a teatro avviene molto tardi e solo grazie all’acume di Roberto De Simone, che la conosce negli anni Settanta durante le prove che la Compagnia di Canto Popolare (di cui faceva parte notoriamente anche suo figlio, il maestro Peppe Barra) organizza nella sua stessa casa. Prende così parte a La gatta Cenerentola nel 1976, cui seguono negli anni la celeberrima Cantata dei pastori, l’Opera buffa del Giovedì Santo, Mistero napoletano e Festa di Piedigrotta. Nel 1978 ha un ruolo anche nello sceneggiato televisivo Storie di camorra diretto da Paolo Gazzarra. Oltre ad alcune collaborazioni con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, intensa è l’attività attoriale a fianco del figlio Peppe col quale porta in scena, per la regia di Lamberto Lambertini, Peppe e Barra. Scherzo in musica in due tempi (1982), Artisti (1983), Senza mani e senza piedi (1984), Sempresì (1985), Varietà c’est ça (1986), La festa del Principe (1988), Signori io sono il comico (1990), Flic Floc (1992). Rare ma ugualmente importanti le collaborazioni con Eduardo De Filippo, che gli riserva dei ruoli in alcune messe in scena di Gennareniello e de Il berretto a sonagli.

Concetta Barra, che si è spenta a Napoli il 4 aprile 1993, resta nella memoria collettiva come attrice sanguigna e dai tratti marcatamente dialettali, ma soprattutto come impareggiabile cantante ed interprete di numerosi testi della tradizione popolare sia napoletana che specificamente procidana. Alcune sue interpretazioni sono incise nei due dischi Nascette mmiez’o mare e Schiattate gente.

 

Ci sembra interessante riportare qui una paginetta autobiografica, tratta da L. Lambertini, Sono nata a Procida. Memoria impossibile di Concetta Barra, Napoli, Colonnese, 2001, pp. 57-58:

 

Sono nata a Procida. Mio padre vi era stato mandato come agente di custodia del carcere, mia madre era un’isolana bella e buona. Mia madre, poverina, non sopportava il consorte perché non l’amava e, quando non si ama, tutto è difficile. Noi subimmo un po’ le conseguenze di quel matrimonio forzato. Dico noi per alludere a noi tre sorelle, sfortunate essendo donne. Per fortuna, dico per fortuna, ci venne l’idea di cantare in trio vocale, tutte e tre, per evadere dall’ambiente familiare. Mia madre accettò di seguirci e viaggiare con noi. Si era vicino alla fine della guerra e così fummo battezzate “Trio Vittoria”. Quella vittoria che tutti aspettavano e che non venne mai. Avemmo delle esperienze positive e anche negative. Ci fu l’occupazione delle truppe americane a Napoli e così restammo bloccate a Roma. Lì conobbi Giulio che tornava dalla Russia con il braccio rotto e ingessato. Per la prolungata permanenza a Roma avvenne l’amore. Ci sposammo ed avemmo tre figli: Peppe, Gabriele e Tonino. Furono sedici anni di rinunce e di sofferenze d’ogni genere. Alla fine ci separammo. I primi tempi avevo fatto la partner di mio marito che faceva Charlot in un numero di pantomima  e giochi di prestigio. Poi, per la crisi dovuta alla guerra, e per vari altri motivi, ci fu un riposo forzato, un riposo artistico che per me durò trent’anni. Mio figlio Peppe, intanto, contro il volere del padre, e con l’aiuto di Dio e della sua ferrea volontà era riuscito a crearsi un mondo tutto suo. Cominciava a realizzarsi quel gruppo di ragazzi che formavano la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Venivano a provare a casa. Roberto De Simone, il direttore del gruppo, mi convinse a cantare di nuovo. Con l’aiuto della fortuna ho potuto realizzarmi anche come attrice, con Roberto e poi anche con Eduardo. Adesso, finalmente, con l’aiuto di un amico come Lamberto, abbiamo messo su uno spettacolo con noi soli protagonisti, mamma e figlio. Spero nella buona stella che tutto vada bene, anche dal punto di vista economico, e che niente turbi questo inizio travolgente di successo e di critica.

http://www.bibliocamorra.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=327

http://donnedinapoli.coopdedalus.org/671/concetta-barra-2/

 

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