SONNETS di e con Bettedavis Duo, danza Alberto Cacopardi, al Teatro Altrove di Genova, resoconto di Chiara Germak

 

“Quando considero che qualsiasi cosa che cresce, rimane perfetta solo per un istante, che questo immenso palcoscenico offre solo illusioni […] allora il pensiero di questo stato di precarietà mi riporta in mente la tua traboccante gioventù”(W. Shakespeare, sonetto 15)

Elisabetta Mazzullo, in elegante abito rosso, con la sua voce melodiosa è accompagnata dalle fresche note alla chitarra del suo compagno Davide Lorino e insieme ci introducono con leggerezza ed uno stile quasi fiabesco alla riscoperta del bardo, attraverso la poesia raccolta nei sonetti e tradotta nei corpi tumultuosi e frementi dei danzatori Alberto Cacopardi e Ilaria Carlucci, nei momenti di prosa come nelle loro canzoni ispirate ai sonetti di Shakespeare.

Nelle prime poesie Shakespeare si rivolgeva all’amato, un uomo biondo e giovane che alcuni critici hanno identificato con il suo protettore Henry Wriothesly, conte di Southampton. Un bel giovane, l’ombra misteriosa e mai identificata dell’opera shakespeariana, un personaggio idealizzato e irrealizzabile, bellissimo e indifferente, unico baluardo contro l’incombere della morte.

Nella seconda parte della raccolta al centro dei suoi pensieri c’è la passione per una dark lady che avrebbe invece ceduto alle lusinghe del conte e fa rammentare a Lorino, con ironia ingenua e delicata, la femme fatale che aveva sedotto ed infine sposato suo zio Giorgio.

I due attori si rispecchiano nel racconto autobiografico dei loro Sonnets, in cui eros, il giovane amato e thanatos, la dark lady, si avviluppano indistricabilmente. L’amore omosessuale e quello per la dama bruna spiccano sulla scelta dei componimenti.

I versi, trascritti su fogli sospesi sul palco, diventano spunto di riflessione per un viaggio nei ricordi legati all’infanzia. Lorino evoca con nostalgia l’amico che si credeva immortale ed un bel giorno sparì, si parla del primo amore come dell’amore non corrisposto.

Sorprende la dolcezza dei versi di “Sweet roses”, canzone composta dal duo, che rimanda alle rose di cui il bardo elogiava il profumo e la leggerezza, metafora di una giovinezza effimera, dell’inesorabile trascorrere del tempo.

Nel nodo irrisolvibile in cui si rivelano gli opposti di amore e morte, i Sonnets di Elisabetta Mazzullo e Davide Lorino diventano un dibattito per voce sola e corpi scossi da percussioni,oboe e suoni acustici , cornice musicale in cui si incastona l’universalita’ della poesia che travalica il tempo nella sua funzione eternatrice

http://www.studentville.it/studiare/sonetti-di-shakespeare-analisi-dei-piu-celebri/https://mikelina88.wordpress.com/2009/09/03/i-sonetti/http://www.shakespeareinitaly.it/sonetti.htmlnatrice .

 

Annunci