accadde…oggi: nel 1868 nasce Jane Avril, di Chiara Urzì

Ispiratrice dei più riusciti manifesti di Lautrec, tra i quali Divan Japonais e Jardin de Paris, Jane Avril strinse un duraturo rapporto di stima e confidenza con l’artista.

Ex cavallerizza, raggiunse la notorietà nel 1890 al Moulin Rouge, esibendosi nella quadriglia naturalista con la Goulue (La Golosa); nel quadriennio successivo impose il suo stile sbrigliato e dinamitardo sulle scene del Jardin de Paris e delle Folies-Bergere, meritando il soprannome di ‘Mélinite’ (dall’eponimo, potente esplosivo).

La sua silhouette flessuosa ed elegante ricorre nei manifesti di Lautrec per un lungo arco di tempo, dal 1893 al 1899, quasi a emblema del decennio in cui l’artista di Albi si applicò all’affiche imponendosi nel panorama creativo coevo per originalità ed emergenza comunicativa.

Toulouse Lautrec le rende omaggio nella copertina dell’albo L’estampe originale (1893), dove Jan Avril è raffigurata nella stamperia Ancourt intenta ad ammira una litografia fresca di torchio, investita del ruolo di musa di questa nuova arte.

Copertina dell'albo 'L'estampe originale'Copertina dell’albo ‘L’estampe originale’

E le dedicherà il penultimo manifesto del suo corpus, nel 1899, coniando per Jane Avril un’icona prettamente art nouveau: una macchia flessuosa in campo bianco che si attorce verso sinistra quasi guidata dal serpente che la avvolge con le sue spire, un’estenuazione della grammatica decorativa di fine secolo che non piacque all’agente della vedette.

Jane Avril, litografia policroma

Jane Avril, litografia policroma

La linearità guizzante della sua figura e la vibrante, esplosiva vitalità delle sue movenze sono fermate da Toulouse Lautrec, oltre che nei manifesti, in dipinti e disegni.

Il tracciato nervoso e il tratteggio insistito traducono la descrizione che ne diede un altro arista vicino a Jane Avril, Arthur Symons: «una creatura selvaggia, che assomiglia a un Botticelli, perversa, ma intelligente».

Posted by Chiara Urzì on Tuesday, June 17, 2014

Annunci