la nave, di Adele Libero

Adesso scorre piano tra gli scogli,
in stiva non ha pietre, ma persone,
cuori pulsanti d’ansia e di paura,
occhi brillanti come gemme al sole.
L’hanno salvati dal barcone infame,
altri ne ha persi, giù nel blu del mare,
forse bambini, soli, instupiditi
dal lungo viaggio nel deserto andare.La nave è forte, e sbuffa disperata,
a bordo, forse , già manca del cibo,
le gole sono secche e il vento taglia
quel poco di vestito sulla chiglia.

Il si all’approdo manca ed ora è sera,
si stendono stremate quelle membra.
Domani è un giorno nuovo e fortunato,
chissà, l’Italia, forse avrà chiamato.

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