accadde…oggi: nel 1897 nasce Amelia Earhart, di Monica Coviello

https://www.vanityfair.it/news/storie-news/2018/03/09/amelia-earhart-risolto-mistero-aviatrice-americana

Amelia nacque nel 1897, nel Kansas. Vide il suo primo aereo quando aveva 10 anni, e non ne fu per nulla colpita. Ma era molto interessata agli articoli dei giornali sulle donne che avevano successo nelle professioni considerate «maschili»: li ritagliava e li conservava. Durante la prima Guerra mondiale lavorò come assistente infermiera in un ospedale militare, poi iniziò a studiare medicina all’università. Nel 1920, la sua vita cambiò: andò a una fiera dell’aviazione con il padre e fece un volo di 10 minuti in aereo. Fu allora che capì di voler volare.

Si trovò un’insegnante di volo femminile e imparò a volare. Fece tutti i tipi di lavori per pagarsi le lezioni e prese in prestito del denaro per comprare un aereo di seconda mano: era di un giallo brillante e lei lo chiamava «Canary». Nel 1922 lo portò oltre i 4 mila metri, superando il record femminile.

Nel 1928, lavorava come assistente sociale a Boston quando ricevette la telefonata con cui veniva invitata a unirsi al pilota Wilmer Stultz per un volo sopra l’Atlantico, organizzato dall’editore americano George Putnam. Il titolo ufficiale di Amelia era «comandante», ma lei stessa diceva di essere solo una passeggera. Ma fu la prima donna a volare sull’Atlantico. Divenne famosa, scrisse un libro sulla traversata e viaggiò per tutto il Paese. Putnam era come un manager per lei, e lo sposò nel 1931.

Nel 1932 Amelia volò in solitaria attraverso l’Atlantico: un’impresa che solo una persona, Lindbergh, aveva mai fatto prima. Per il maltempo, fu costretta ad atterrare nel bel mezzo di un campo in Irlanda. Ha battuto diversi record con questo volo: fu la prima donna a fare la traversata da solista, l’unica persona a farla due volte e a impiegarci meno tempo.

Diventò davvero famosa e, negli anni successivi, continuò a battere ogni genere di record di aviazione. Ma non a tutti piaceva l’idea di una donna così emancipata: un articolo di giornale che parlava di lei si concludeva con la domanda: «Ma sa fare una torta?».

A quasi 40 anni, Amelia decise che era pronta per la sfida finale: essere la prima donna a fare il giro del mondo in volo. Il suo primo tentativo non ebbe successo (l’aereo fu danneggiato) ma tentò di nuovo nel giugno del 1937, con Fred Noonan. Aveva deciso che questo sarebbe stato il suo ultimo volo da record a lunga distanza.

Tutto andò liscio: atterrarono in Nuova Guinea a luglio. Ripartirono da lì, diretti all’Isola Howland, un piccolo angolo di terra nell’Oceano Pacifico. Ma a metà volo l’aereo, il navigatore e il pilota scomparvero.

Amelia sapeva che quello che faceva era pericoloso e che ogni volo poteva essere l’ultimo. Lasciò una lettera al marito dicendogli che conosceva i suoi rischi, ma che ciò che faceva era ciò che davvero desiderava.

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