Casi scottanti e birre gelate, di Marina Caserta, recensione di Daniela Domenici

Un ebook, scelto per caso, una ventina di giorni fa, tra i gratuiti di Amazon senza conoscerne l’autrice che ha finalmente, dopo un lungo lasso di tempo, incontrato il mio gusto, per vari motivi, a tal punto da averlo letto in un soffio e da sentire il desiderio di raccontarvelo.

Innanzitutto per i tre deliziosi protagonisti, i due investigatori privati sui generis Michele e Sonny, che sono due cugini affiatatissimi, e la poliziotta, Mary, che è anche la ex moglie di Michele: l’autrice riesce con una deliziosa, leggera e ininterrotta ironia a caratterizzarli soprattutto attraverso i dialoghi scoppiettanti e perfetti ma anche grazie alla parte narrativa che ce ne descrive abitudini e manie. Attorno a loro ruotano Nadia, Michele e tante/i altre/i piccole/i e grandi coprotagonisti che danno ulteriore colore alla storia.

Naturalmente è un giallo, anzi è un giallo palermitano e immagino che l’autrice conosca bene la città, forse ci vive, per descriverla così dettagliatamente e con così tanta passione; e come in un giallo che si rispetti c’è da scoprire il filo che lega alcune misteriose sparizioni, apparentemente casuali, di persone senzatetto; Caserta è davvero brava non solo a usare tatto e delicatezza ma a non far immaginare, fino all’ultimo, chi sia la mente di questa vicenda.

Ciliegina sulla torta (e qui parla la correttrice di bozze ed editor) lo stile narrativo assolutamente esente da quelle manchevolezze stilistiche, come amo definirle, che troppo spesso mi costringono a interrompere la lettura dopo poche pagine: complimenti

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