Le amiche del ventaglio, di Maria Concetta Distefano, recensione di Daniela Domenici

È uno dei libri più divertenti, affascinanti e originali che abbia letto ultimamente (e non sono pochi), di un’autrice a me sconosciuta, scelto per caso tra i gratuiti di Amazon, che ho divorato in un soffio nonostante la mole non indifferente e di cui voglio parlarvi: è “Le amiche del ventaglio” di Maria Concetta Distefano.

Uno dei motivi che me l’ha fatto amare da subito è la ricchezza del lessico, un elemento assai raro, una vera perla preziosa, sia per la dovizia ininterrotta e perfetta di citazioni letterarie e non, un godimento per la mente e il cuore della sottoscritta, che per l’assenza di quelle che sono solita chiamare, nella mia veste di correttrice di bozze ed editor, manchevolezze stilistiche: complimenti di vero cuore!

L’altro elemento che mi ha attratto è il fatto che le splendide protagoniste sono cinque donne, le amiche del ventaglio del titolo, appunto, anzi sei se includiamo anche Laura, la figlia di una di loro, Irene; le altre magnifiche quattro sono Betta, Ghita, Adriana e Rossana; quattro di loro sono docenti, come la sottoscritta e come l’autrice, Ghita ha invece un negozio. Dalla loro amicizia, nata casualmente durante una cena, si susseguiranno una serie di eventi che Di Stefano ha saputo raccontare con un’ironia davvero degna di nota, sapientemente leggera.

Un ulteriore motivo di apprezzamento è il profondo amore per la città in cui vive, Torino, che condivido, città in cui vivono e lavorano le cinque amiche e che l’autrice descrive con minuziosa passione.

Oltre a essere entrambe docenti Distefano ha in comune con la sottoscritta l’essere di origine siciliana e la laurea in lingue: urge che ci si conosca de visu, we need to meet each other soon, don’t we, Maria Concetta?

 

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