Il tuo sguardo illumina il mondo, di Susanna Tamaro, recensione di Daniela Domenici

E’ come se la conoscessi da sempre anche se non ci siamo mai né scritte né incontrate, da quando ho letto, tanti anni fa, il suo “va’ dove ti porta il cuore” che è la frase che riassume la mia vita fino a oggi. Ho scoperto che ha solo quattro giorni più di me, è una sagittaria come me; è poetica e coraggiosa come solo una bambina senza filtri sa essere, anche in questo mi somiglia tanto.

“Il tuo sguardo illumina il mondo” mi ha profondamente commosso per vari motivi.

Innanzitutto per lo struggente dialogo con il suo carissimo amico, e straordinario poeta, Pierluigi Cappello che è morto l’anno scorso e che viveva una situazione di disabilità fisica in seguito a un grave incidente; gli aveva promesso di scrivere questo libro e lo ha fatto perché, come dice alla fine del cap. 7, “cos’è infatti l’amicizia se non un’attenzione paziente e amorosa alla vita dell’altro?” e il suo sguardo è ancora presente nella vita della scrittrice per illuminare il suo mondo.

L’elemento che più colpisce e commuove è la sua dichiarazione all’inizio del cap. 20 “soffro della sindrome di Asperger, è questa la mia invisibile sedia a rotelle, la prigione in cui vivo da quando ho memoria di me stessa. La mia testa non è molto diversa da na vecchia motocicletta. In certi momenti la manopola del gas va al massimo, in altre le candele sono sporche e il motore si ingolfa” e più avanti “sono una persona profondamente equilibrata costretta a convivere con una persona che non lo è affatto…perché il tempo per me scorre in un modo diverso dalle altre persone?”: con una sincerità disarmante nei capitoli precedenti si racconta sin da piccola, descrive i suoi sintomi, la sua vita non felice sia a casa che a scuola, le sue fragilità, i suoi silenzi che all’epoca non erano stati capiti e diagnosticati. Grazie dal profondo del cuore per questa tua testimonianza.

E grazie soprattutto per le infinite gocce di spiritualità che dissemini lungo la narrazione e che sono profondamente anche mie, ne vorrei estrapolare alcune ma sono davvero tante; concludo augurandomi di poterti conoscere de visu un giorno. Buon compleanno, Susanna, dolce e indomita “vecchietta” come la sottoscritta!!!

 

 

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