accadde…oggi: nel 1781 nasce Carolina Bassi, di Ada Zapperi

http://www.treccani.it/enciclopedia/carolina-bassi_(Dizionario-Biografico)/

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/il-calendario-delle-donne-nate-a-napoli/

Nacque a Napoli il 10 genn. 1781 da Giovanni e Gaetana Grassi, ambedue comici girovaghi. I genitori della B. avevano formato una compagnia detta dei Giovinetti napoletani, nella quale la B. all’età di otto anni sostenne il ruolo di prima donna.

Fin dall’inizio della sua precoce carriera la B. fu detta la Napoletanina per distinguerla dalla omonima Carolina Bassi milanese, detta appunto la Milanesina. Il Fétis afferma che debuttò nel 1788 a Napoli, ma di questo non si ha alcuna prova, poiché la prima volta che il nome della B. appare nelle cronistorie napoletane è nella quaresima del 1795, al Teatro del Fondo, nelle opere Il disprezzo vinto dal disprezzo di G. Andreozzi, L’Amante disperato di D. Cimarosa e La scuola degli amanti di G. Tritto.

Del resto, pur tenendo conto dell’uso del tempo, è alquanto azzardato attribuire un debutto in un teatro serio e con un ruolo di cantante a soli sette anni: con ogni probabilità, il Fétis si riferiva alla compagnia di bambini – diretta dal padre della B. – la quale agì dapprima al Teatro S. Carlino di Napoli, poi al S. Cecilia di Palermo e infine, con il nome di “Compagnia dei ragazzi napoletani”, anche nell’Italia centrale e settentrionale.

Nel carnevale del 1797 è registrata la presenza della B. al Teatro S. Cecilia di Palermo. In seguito cantò nei maggiori teatri d’Italia, iniziando una splendida carriera nel carnevale 1803-1804 al Teatro Nuovo di Trieste come prima donna buffa nell’opera Camilla di F. Paer (su questo teatro ritornò ancora nella primavera 1805 e nel carnevale 1806-1807, sempre ottenendo enormi successi). Passò poi al Teatro alla Pergola di Firenze come prima donna seria, indi a Livorno con il ruolo di musico (contralto). La B. fu sempre talmente contesa dagli impresari che, per i suoi impegni a lunga scadenza, non poté mai accettare di cantare all’estero. Per motivi familiari, dovette lasciare le scene dopo il 1807, ma fra il 1812 e il 1813 ebbe un’importante scrittura al Teatro alla Scala di Milano (scrittura che si rinnovò per dieci anni di seguito), sostenendo sempre il ruolo di musico; ugualmente, partecipò a tre stagioni consecutive della Fiera del Santo (giugno) al Teatro Nuovo di Padova (1823, 1824 e 1825). Nel 1816 la B. cantò, al Teatro Regio di Torino nelle opere Teseo e Medea di C. Coccia e Ginevra di Scozia di G. S. Mayr, e nella stagione di carnevale del 1819 vi interpretò per la prima volta La Semiramide riconosciuta che il compositore G. Meyerbeer aveva scritto per lei: in tale occasione, il compositore regalò alla cantante, per la quale ebbe sempre la più alta stima e una profonda amicizia, il manoscritto dell’opera con dedica (questa opera fu rappresentata per l’ultima volta al Teatro Comunale di Bologna nella primavera del 1820). Sempre nel 1819 Maria Luisa, duchessa di Lucca, la nominò cantante di camera del ducato. Ancora al Regio di Torino, nella stessa stagione del 1819, la B. cantò La rosa bianca e la rosa rossa di P. Generali. Il 26 dic. 1819 fu data al Teatro alla Scala la prima esecuzione dell’opera Bianca e Faliero. ossia Il consiglio, dei tre di G. Rossini, scritta per la B., che diede una significativa interpretazione del ruolo di Faliero.

Anche altri compositori avevano scritto opere per la grande cantante, come F. S. Mercadante (Scipione in Cartagine, Maria Stuarda, Ezio), il Mayr (Tamerlano), G. Pacini (La sacerdotessa d’Irininsul e Il Wallace o L’Eroe scozzese), C. Coccia (La donna selvaggia), P. Winter (Maometto), P. Guglielmi (Telemaco); ma soprattutto la B. fu l’interprete ideale delle opere del Meyerbeer (Margherita d’Anjou, L’Esule di Granata, ecc.).

Del Meyerbeer la B. interpretò con successo straordinario nell’autunno del 1824 al Teatro Nuovo di Trieste un’altra opera, Il Crociato in Egitto, che ripeté al Nuovo di Padova l’anno dopo e al Regio di Torino nel 1827. Nel 1828 la carriera della B. si concluse al Teatro La Fenice di Venezia, dopo aver cantato, nella stagione di carnevale, Gastone di Foix di G. Persiani, Alessandro nell’Indie del Pacini e I Saraceni in Sicilia del Morlacchi. Soltanto nel 1830, trovandosi a Vienna, accettò di dare un concerto alla Sala degli Stati: il successo fu tale che immediatamente molti teatri le offrirono vantaggiose scritture ma la B. non volle più tornare sulle scene. Passò il resto della sua lunga vita a Cremona, patria del marito Pietro Manna, che aveva sposato nel 1797, e a Cremona morì il 12 dic. 1862.

Una particolarità della B. era data dalla sua preferenza per i ruoli maschili, o di “musico” (come erano dette tali parti). Questo fatto era dovuto indubbiamente alla voce di timbro scuro e di volume potente della B., che spaziava ampiamente nel registro del contralto. Per quanto riguarda le sue qualità più propriamente artistiche, si ha una sola testimonianza: durante il suo concerto a Vienna, fra il pubblico si trovava Giuditta Pasta, che pare esclamasse con grande entusiasmo che la B. non bastava sentirla, bisognava anche vederla.

Annunci