accadde…oggi: nel 1634 nasce Dorothe Engelbretsdatter, la prima donna norvegese riconosciuta come scrittrice, oltre che la prima femminista norvegese, di Inge Vederhus, da me tradotto e rielaborato

http://www.womenwriters.nl/index.php/Dorothe_Engelbretsdatter

https://it.wikipedia.org/wiki/Dorothe_Engelbretsdatter

Dorothe Engelbretsdatter è stata la prima donna che ha pubblicato libri a suo nome in Norvegia.

Secondo i generi a lei contemporanei ha scritto inni e varie poesie occasionali e ha riscritto brani di letteratura devozionale didattica.

La riforma luterana aveva inizialmente dato le possibilità di consolidare gli scritti religiosi nel vernacolo nazionale mentre l’arte di stampare e distribuire scritti stampati creò una domanda di poesie, perfino da donne.

L’inno e il libro di preghiere “Siælens Sang-Offer” (“The Song Sacrifice of the Soul”)fu pubblicato per la prima volta nel 1678. A quell’epoca Dorothe Engelbretsdatter aveva perso sette dei suoi nove figli e i due sopravvissuti avevano lasciato la loro città natia, Bergen.

Dorothe Engelbretsdatter era sposata col teologo Ambrosius Hardenbeck ma rimase vedova prima del suo secondo libro, il ciclo di poesie devozionali “Taare–Offer” (“Tear Sacrifice”), apparso nel 1683.

Il termine “sacrificio” nella poesia religiosa aveva un segno femminile negli scritti di Dorothe. Pur rispettando le convenzioni della sua stratificata società contemporanea Dorothe era aperta alla scrittura come donna, come madre, moglie e in seguito vedova e, in termini religiosi, come peccatrice.

Il ciclo “Taare-Offer” parla del pianto e del bacio di Maria ai piedi di Gesù che consacra Cristo “con i capelli della sua testa”. Concentrandosi su tali immagini femminili Dorothe creò delle donne piene di dignità e attive cosicché lei stessa poteva acquisire un’autorità come poeta e scrittrice professionista.

Molti dei suoi inni vennero scritti con melodie popolari contemporanee e apparvero con i corrispondenti spartiti musicali. Divennero immensamente popolari.

Dorothe Engelbretsdatter si difese fieramente contro le accuse che un uomo, e non lei, avesse scritto i suoi testi che difese contro le ristampe non autorizzate dagli editori che volevano trarne guadagni.

A sorpresa le fu data dal re un’esenzione dalla tasse cosicché i suoi scritti contribuirono al suo mantenimento.

Divenne un’ideale per le scrittrici dopo di lei nei paesi nordici e fu onorata da famosi poeti danesi contemporanei come “la musa del Parnaso”.

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