accadde…oggi: nel 1899 nasce Emma Calderini, di Roberta Ascarelli

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Nacque a Ravenna il 13 febbr. 1899 da Dario e da Lucia Leoni. Pubblicista dal 1920 iniziò a collaborare ad alcuni periodici femminili come Lidel, Moda, Grazia, specializzandosi in storia dell’abbigliamento e facendosi notare come disegnatrice di moda. Nel 1922 si trasferì a Milano, dove proseguì la sua attività giornalistica per le redazioni di Alba, Domenica del Corriere, Ambrosiano. Le prime prove come costumista risalgono al 1928, quando partecipò alla messa in scena dell’Alcesti di Euripide al teatro Greco di Agrigento e di due traiedie di E. Romagnoli, Il mistero di Persefone e Il carro di Dioniso, al Licinium di Erba.

La lettura essenziale del mondo classico restituita dai costumi della C. piacque alla Ruskaja che le commissionò i bozzetti per i suoi spettacoli di balletto, imponendola come una delle artiste più attuali del teatro italiano, accanto a B. Munari, L. Veronesi, Maria Signorelli e a Titina Rota, accomunati, secondo Prampolini, dalla capacità di o dare una fisionomia caratteristica ai loro modelli costruiti, ai bozzetti colorati, alle loro maschere e costumi originalissirni” (p. 3). Studiosa attenta del costume popolare italiano, di notevole cultura e particolarmente sensibile alla evoluzione del gusto teatrale, la C. lavorò negli anni successivi in tutti i generi di spettacolo, dall’opera alla rivista teatrale, dalla tragedia alla commedia brillante, portando il contributo di figurini funzionali, in carattere con l’atmosfera dell’allestimento e con la cornice storica del testo.

Nel 1930 firmò i costumi per Le furie di Arlecchino di A. Lualdi e dei Dispettosi amanti di A. Parelli, nel 1932 la regia della Vedova scaltra, rappresentata al teatro Valle di Roma e, l’anno successivo, ancora i costumi, per gli spettacoli di balletto di Maria Gambarelli. Nel 1934 pubblicò per i caratteri della Sperling e Kupfer di Milano Il costume popolare in Italia, una raccolta di bozzetti dell’abbigliamento regionale che testimonia l’attività di ricerca della C. e l’attitudine, evidente per altro anche nelle sue realizzazioni per il teatro, a preferire una utilizzazione intelligente di materiale storico a proposte originali o innovative. Questa pubblicazione le valse nel 1935 l’incarico di riordinare il Museo etnografico italiano di villa d’Este a Tivoli e la possibilità di esporre alcuni dei suoi figurini alla Mostra internazionale di scenografia teatrale che ebbe luogo nel 1936 presso la VI Triennale di Milano. Nel 1937 tornò al teatro con i costumi per La finestra di V. Alfieri, l’opera con la quale venne inaugurato a Roma il teatro delle Arti. Con la Compagnia delle Arti lavorò negli anni successivi collaborando all’allestimento di Al di là dell’orizzonte di O’Neill, Cavalleria rusticana e La lupa di Verga, La nuova colonia di Pirandello, Regina di maggio di M. Kalbeck per la stagione musicale del teatro delle Arti del 1941; prese parte inoltre a messe in scena di altre importanti compagnie: Borboni, Adani, Gramatica, e ad alcuni lavori della Compagnia universitaria di Roma. Durante la guerra partecipò alla realizzazione di alcuni film: Boccaccio e Il cavaliere di Kruya nel 1940, Quattro passi fra le nuvole nel 1942 e La danza del fuoco nel 1943.

Nel dopoguerra prese parte ad allestimenti di grande interesse: Macbeth ed Edipo re nel 1945 per la Compagnia dei grandi spettacoli, Assassinio nella cattedrale di T. Eliot nel 1947 con costumi “di un’indovinata austera semplicità” (Carelli), Mirra Efros di J. M. Gordin per la compagnia Pavlova, Intermezzo di J. Giraudoux nel 1950 con “costumi di gustoso estro” (Id., in Teatro quindicinale), Il ballo dei ladri di J. Anouilh e Apollo di Bellac di Giraudoux per il Piccolo Teatro di Milano nel 1952 e nel 1953. Tra il 1950 e il 1955 fu collaboratrice stabile al teatro Massimo di Palermo, dove tornò nel 1972 per i costumi di Andrea Chenier. Nel 1962 pubblicò sempre con la Sperling e Kupfer Acconciature antiche e moderne.

La C. morì a Medesano (Parma) il 5 marzo 1975.

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