accadde…oggi: nel 1826 nasce Sophie Crüwell, di Bianca Maria Antolini

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Nata a Bielefeld (Vestfalia, allora appartenente al Regno di Prussia), il 12 marzo 1826, studiò a Parigi con M. Bordogni, a cui si era rivolta nel 1844 su consiglio di G. Meyerbeer. Debuttò a Venezia nel 1847 in Attila di G. Verdi; nello stesso anno cantò nell’estate a Udine nell’Attila e nei Due Foscari di Verdi e nella Lucia di G. Donizetti, e nell’autunno a Rovigo, ancora in Attila e nella Griselda di F. Ricci, riportando sempre un enorme successo. Fin dalle prime apparizioni la C. si rivelò dotata di una magnifica voce di soprano, molto estesa. potente e sonora specialmente nel registro centrale, a cui univa la bellezza della figura e della fisionomia, e una grande foga di temperamento che la rendevano particolarmente adatta al repertorio verdiano.

A Rovigo ebbe occasione di udirla l’impresario del Her Majesty’s Theatre di Londra, B. Lumley, che la scritturò per la stagione successiva. A Londra la C. debuttò il 19 febbr. 1848 nel ruolo di Elvira nell’Ernani di Verdi, ruolo che rimarrà a lungo uno dei suoi cavalli di battaglia; cantò poi nel Barbiere di Siviglia di G. Rossini, parte per cui fu tuttavia giudicata inadatta, nell’Attila di Verdi, nella Lucrezia Borgia di Donizetti e nelle Nozze di Figaro di W. A. Mozart. Nella stagione di carnevale-quaresima del 1848-49 cantò al teatro Comunale di Trieste in opere di Donizetti (Don Pasquale, La figlia del reggimento, Maria di Rudenz), Bellini (Norma) e Verdi (Attila, Ernani, Nabucco); nel carnevale 1849-50 fu molto applaudita al teatro alla Scala di Milano, particolarmente nelle opere di Verdi (Attila, Ernani, Nabucco). Della sua interpretazione del personaggio di Abigaille nel Nabucco scriveva la Gazzetta musicale di Milano: “Ilpersonaggio dell’orgogliosa Babilonese ben le si addice, tanto per l’azione sempre concitata e virile, quanto per il genere di canto sempre risentito e di slancio, a cui la sua bella voce si presta eminentemente…” (VIII [1850], p. 15). Nelle opere del repertorio preverdiano (Il barbiere, Norma) tuttavia non le mancarono le critiche, sia per le esagerazioni drammatiche, sia per l’abitudine di variare ed abbellire in modo eccessivo le figurazioni originali. Nella primavera 1850 cantò ancora a Milano, al teatro alla Canobbiana, in Linda di Chamounix di Donizetti, e nell’estate dello stesso anno al teatro Nuovo di Padova in Attila e di nuovo nella Linda, suscitando grande entusiasmo; uguale successo ottenne al teatro Carlo Felice di Genova, nelle stagioni di autunno 1850 e di carnevale 1850-51, interpretando Attila, Ernani, Luisa Miller di Verdi, Linda di Donizetti, Il barbiere di Siviglia di Rossini e Il gondoliero di F. Chiaromonte (prima esecuzione). La sua reputazione di grande interprete verdiana era ormai stabilita, e il suo debutto al Théâtre-Italien di Parigi l’8 apr. 1851 nell’Ernani fuun trionfo: Adolphe Adam affermava che era stata proprio l’eccellente esecuzione della C. a determinare il particolare successo di quest’opera a Parigi (cfr. A. Pougin, Verdi, p. 178).

Nel corso del 1851 la C. tornò a Londra, al Her Majesty’s Theatre, dove interpretb Fidelio di Beethoven, Norma, Florinda di S. Thalberg (prima esecuzione), Ernani, Linda, I quattro fratelli di M. Balfe (prima esecuzione). Nella stagione 1851-52 fu di nuovo scritturata al Théâtre-Italien: la sua interpretazione del personaggio di Norma, improntata ad un violento realismo, suscitò aspre critiche, tanto che la C. dovette abbandonare la parte; ebbe invece unanimi consensi in Ernani e Nabucco. Fu in questa stagione che Verdi poté ascoltarla per la prima volta, riportandone una favorevole impressionei tanto che sperava di poterla avere come protagonista della Traviata alla Fenice di Venezia; anche a Lumley, che nello stesso periodo gli chiedeva un’opera nuova per il Théâtre-Italien, Verdi metteva fra le altre condizioni che gli fosse assicurata la presenza della Cruvelli. Nell’aprile la C. fu di nuovo al Her Majesty’s Theatre di Londra, dove interpretò Norma, Barbiere, Ernani e la Sonnambula; ma nell’agosto abbandonò la compagnia e partì per la Germania, lasciando ad un avvocato l’incarico di ottenere dall’impresario, Lumley la grossa somma che questi le doveva.

Il 16 novembre la C. era di nuovo a Parigi, per la riapertura del Théâtre-Italien con l’Otello di Rossini; nello stesso anno cantò poi in Ernani e Luisa Miller di Verdi, Semiramide di Rossini, Don Giovanni di Mozart, Linda di Donizetti; per l’ultima recita della stagione, nel maggio 1853, la C. presentò (per la prima volta a Parigi) il prologo dell’Attila, facendo un effetto straordinario, tanto che la stampa parigina richiedeva per l’anno successivo la rappresentazione dell’opera completa, proprio per poter ascoltare la C. nel ruolo di Odabella. Per il 1854 fu scritturata dal Théâtre de l’Opéra di Parigi (che già nel 1851 aveva tentato, inutilmente, di ingaggiarla) per l’enorme somma di 100.000 franchi annui: affrontò quindi il nuovo repertorio debuttando il 16 gennaio negli Ugonotti di Meyerbeer. Fu anche questa volta un grande successo, ma nel coro degli elogi non mancò qualche critica: lo Scudo le rimproverava di aver messo in risalto soltanto il lato energico del personaggio di Valentine, esprimendolo talvolta con eccessiva crudezza di accenti (L’art ancien et l’art moderne, p. 240), mentre il corrispondente della Gazzetta musicale di Milano, pur riconoscendo la bellezza della voce, biasimava aspramente l’eccessiva libertà nell’interpretazione (XII [1854]) p. 39). Dopo essere apparsa all’Opéra nella Vestale di G. Spontini, la C. cantò al Covent Garden di Londra in Otello, Fidelio, Don Giovanni; ritornata a Parigi in giugno per alcune repliche della Vestale, ne ripartì il mese successivo per un giro in Inghilterra e Irlanda. Al suo rientro a Parigi, il 1° ottobre, si iniziarono le prove della nuova opera di Verdi, I vespri siciliani.

Il 9 ottobre erano in programma gli Ugonotti, ma la C. non si presentò; la sua fuga fu un enorme scandalo, e per più di un mese fu oggetto di innumerevoli articoli apparsi sulla stampa parigina e straniera. Poiché non si riusciva a ritrovare traccia della cantante, si fecero le più varie supposizioni sulla sua scomparsa: che si fosse recata negli Stati Uniti, a Pietroburgo, in Germania presso la sua famiglia, o che fosse fuggita con un nobile francese per vincere le resistenze al matrimonio da parte della famiglia di questo. A Londra, allo Strand, fu in quel periodo addirittura messa in scena una commedia dal titolo: Where’s Cruvelli?. Intanto l’amministrazione dell’Opéra aveva chiesto e ottenuto dalla magistratura delle misure conservative sui beni della Cruvelli. Verdi, che aveva scritto la parte di Hélène nei Vespri appositamente per la C., dichiarò che avrebbe ritirato l’opera se la cantante non fosse tornata.

La C. ritornò a Parigi dopo un mese e riapparve il 20novembre negli Ugonotti; nel 1855 cantò nella Juive di Halévy, e il 15 giugno nella prima esecuzione dei Vespri siciliani. Secondo il Fétis (II, p. 402) fu la sua migliore interpretazione, poiché seppe contenere gli eccessi e fraseggiare con maggior gusto e naturalezza. Dopo aver partecipato, sempre con immutato successo, alle repliche dei Vespri che si succedettero fino alla fine dell’anno, la C. si ritirò dalle scene per sposare, il 5 genn. 1856, il barone Georges Vigier. Negli anni successivi organizzò concerti per beneficenza, e nel 1879 e 1881 ricomparve in pubblico, a Nizza, nel Faust di C. Gounod e nel Lohengrin di R. Wagner.

Morì a Nizza, in Francia, il 6 nov. 1907.

Apprezzata cantante fu anche la sorella Maria (Friederike Marie Crüwell), nata a Bielefeld il 29 ag. 1824; dotata di una bella voce di contralto, apparve accanto a Sofia, in ruoli secondari, a Padova nell’estate 1850, a Genova nell’autunno 1850 e nel carnevale 1850-51, a Londra e a Parigi nel 1851-52; si ritirò tuttavia molto presto dalle scene, tornando in Germania, dove si sposò. Morì a Bielefeid il 26 luglio 1868.

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