il lago dei ricordi, di Adele Libero

Dal lago dei ricordi strappa il tempo
quei giorni addormentati giù nel fondo:
le prime gite fresche in primavera
tra l’ondeggiar dei pini e la scogliera,

quell’auto vecchia nel prato spumante
di bianche margherite al primo sole,
festanti sul pontile dei sorrisi,
a braccia aperte al vento dell’aprile.

Il passo era leggero dentro l’ore,
tu sfoderavi a volte il temporale
per gelosie infantili e turbinose,
io a te ridevo, lieta del tuo amore.

Adesso il lago prende il chiar di luna,
e ci trascina tra l’oro e l’argento,
io di te persa sono ancora, e tanto,
e veleggiamo insieme nell’incanto.

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